Micoli richiama Perugia alla reazione dopo il ko di Novara
La situazione della Bartoccini MC Restauri Perugia si è fatta ancora più pesante dopo la sconfitta netta subita a Novara, un 3-0 che ha lasciato segni profondi e ridotto ulteriormente il margine di manovra nella corsa salvezza. Il tecnico Stefano Micoli, arrivato da poche settimane sulla panchina umbra, ha tracciato un quadro severo ma realistico, evidenziando come la squadra continui a mostrare due volti opposti tra allenamento e gara. Un contrasto che, in un momento così delicato, pesa come un macigno.
Allenamenti positivi, partite in affanno
Micoli ha riconosciuto che il gruppo esprime qualità durante la settimana, ma queste non riescono a emergere quando conta davvero. In partita, infatti, riaffiorano limiti già noti, amplificati dalla pressione della classifica e dalla necessità di fare punti. La recente debacle contro Firenze, definita dal tecnico come una prova senza attenuanti, ha rappresentato uno spartiacque emotivo, mostrando quanto la squadra fatichi a mantenere lucidità e continuità nei momenti chiave.
Il ko di Novara ha confermato questa tendenza. Contro una delle formazioni più complete del campionato, Perugia non è riuscita a incidere in alcun fondamentale, lasciando campo libero alle avversarie e subendo il ritmo imposto dalle piemontesi.
Il nodo del servizio e la fragilità mentale
Il tecnico ha individuato nel servizio il limite più evidente. Una battuta poco aggressiva ha permesso a Novara di ricevere con percentuali altissime, costruendo con facilità il proprio gioco offensivo. Senza pressione in questo fondamentale, le Black Angels si sono trovate costantemente in affanno, incapaci di spezzare l’inerzia e di creare difficoltà a un avversario già superiore sul piano tecnico.
Micoli ha parlato apertamente di un problema che la squadra si trascina da tempo, un “tarlo” che mina la fiducia e impedisce di competere alla pari. La fragilità mentale, unita alla difficoltà nel trasferire in partita quanto provato in allenamento, rappresenta oggi la sfida più grande.
Una pausa per ricompattarsi prima dell’ultima chiamata
Il campionato si ferma ora per la Final Four di Coppa Italia a Torino, una pausa che arriva nel momento più opportuno per Perugia. Il gruppo avrà l’occasione di recuperare energie, lavorare sui dettagli e soprattutto ritrovare coesione. Il rientro in campo, fissato per il 1° febbraio al PalaBarton Energy, metterà di fronte Bergamo in uno scontro che potrebbe valere una stagione intera.
Micoli, nonostante il quadro complicato, mantiene una linea chiara: non arrendersi. Finché la matematica non condanna, la squadra ha il dovere di crederci. Il tecnico ha ribadito la sua abitudine a lottare fino all’ultimo spiraglio, un messaggio che vuole trasferire a un gruppo che ha bisogno di ritrovare fiducia e identità.
Una speranza sottile, ma ancora viva
La strada verso la salvezza resta impervia, ma Perugia non può permettersi di mollare. Le ultime giornate saranno decisive e richiederanno una reazione immediata, fatta di coraggio, precisione e continuità. La speranza è fragile, ma ancora presente, e le Black Angels dovranno aggrapparsi a ogni dettaglio per provare a cambiare il destino della propria stagione.

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