Il duplice obiettivo dell’Anno giubilare straordinario della Misericordia

La chiusura del Giubileo straordinario sarà quindi l’occasione per una giusta soddisfazione per il cammino percorso

Il duplice obiettivo dell’Anno giubilare straordinario della Misericordia

Il duplice obiettivo dell’Anno giubilare straordinario della Misericordia di Monsignor Paolo Giulietti PERUGIA – L’Anno giubilare indetto da papa Francesco aveva il duplice obiettivo di favorire una rinnovata esperienza della misericordia da parte di Dio e di stimolarne l’esercizio verso i fratelli. Il tutto in una logica di diffusione diocesana, piuttosto che di concentrazione “romana”. Nella nostra Diocesi sono state aperte, oltre a quella della cattedrale, sette “Porte della Misericordia”, ciascuna associata a un’opera di carità, in modo che in un medesimo gesto le sue finalità potessero essere simbolicamente espresse.

Tracciare un bilancio non è semplice, anche in forza di una diffusione che rende difficile rendersi conto di tutto quello che è accaduto. Certo è che le Porte della Misericordia sono state frequentate e hanno occasionato numerose iniziative di pellegrinaggio a livello locale. Oltre alle parrocchie e alle associazioni, sono state diverse le categorie di fedeli che hanno vissuto il proprio Giubileo: gli operatori sanitari nella chiesa dell’ospedale, i giornalisti e i commercialisti in cattedrale, gli anziani, i poveri e i malati nella concattedrale di Città della Pieve.

Va anche sottolineato che soprattutto alcuni santuari giubilari hanno visto un significativo incremento delle confessioni individuali e delle celebrazioni penitenziali, grazie all’impegno straordinario dei preti e dei religiosi delle diverse zone.

Ad un livello ancora più basico, nella predicazione domenicale e nella catechesi, l’attenzione ad approfondire il senso della misericordia è stata significativamente presente.

Non sono mancati alcuni importanti eventi diocesani e regionali, come il pellegrinaggio in Terra Santa, l’incontro regionale del Clero e l’udienza delle diocesi umbre da papa Francesco. Alcune realtà ecclesiali hanno celebrato il proprio Giubileo a livello regionale, recandosi in pellegrinaggio nei santuari di Assisi e Collevalenza. Non sono mancati, poi, i pellegrinaggi a Roma o a Loreto di singoli, di gruppi  e di parrocchie.

Sul versante della misericordia donata, il fatto di maggiore rilevanza è l’apertura di tre nuovi “Empori della Solidarietà”, a Sant’Andrea delle Fratte e a Ponte San Giovanni di Perugia e a Schiavo di Marsciano. Grazie a tale iniziativa, molti volontari nuovi e vecchi si sono mobilitati a favore delle famiglie in difficoltà, coinvolgendo privati e aziende nell’azione caritativa. Meno successo ha avuto la campagna di sensibilizzazione e di relativa raccolta fondi (fermatasi a circa 24.000 Euro rispetto all’obiettivo dei 100.000) attorno ai temi della fame e dello spreco alimentare. Segno che l’attitudine alla riflessione e al coinvolgimento delle comunità attorno ai temi della carità deve ancora crescere.

La chiusura del Giubileo straordinario sarà quindi l’occasione per una giusta soddisfazione per il cammino percorso, oltre che per il rammarico per quello che si sarebbe potuto viver meglio. Certamente la chiusura dell’Anno Santo non implicherà il diminuire o il cessare dell’impegno per vivere e donare misericordia: si può anzi dire che il successo del Giubileo si potrà valutare proprio dalla continuità attorno a tale tema.

+ Paolo Giulietti

Vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve

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