Diktat di Salvini su Melasecche, Bori, Pd, consulenze e poltrone

 
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Diktat di Salvini su Melasecche, Bori, Pd, consulenze e poltrone

Diktat di Salvini su Melasecche, Bori, Pd, consulenze e poltrone

Constatiamo con rammarico come le offerte di dialogo e di collaborazione per la gestione del Covid-19 non siano ancora state prese in considerazione e, anzi, si continui a gettare benzina sul fuoco. Abbiamo chiesto un incontro alla presidente Tesei, ma non abbiamo ancora avuto risposta”. Così il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori secondo il quale, “al contrario, quotidianamente, assistiamo alla Lega impegnata nelle sue beghe interne. Dopo le consulenze venete, è la volta delle poltrone: il segretario regionale Caparvi chiede, a mezzo stampa e su diktat di Salvini, le dimissioni dell’assessore regionale Melasecche dal Consiglio regionale (dove sostituirà Valeria Alessandrini neo eletta in Senato), ma non dalla Giunta. L’obiettivo è raddoppiare i loro posti, facendo scorrere la loro lista e facendo pagare il conto agli umbri. Un conto salato, da mezzo milione di euro che potrebbe essere impiegato a vantaggio della collettività.”

IN SINTESI
Il capogruppo regionale del Partito democratico, Tommaso Bori punta il dito sulla maggioranza e sulla Giunta perché “non sono ancora state prese in considerazione le offerte di dialogo e di collaborazione per la gestione del Covid-19”, anzi, stigmatizza il capogruppo Dem, “il Segretario regionale della lega chiede le dimissioni da Palazzo Cesaroni dell’assessore regionale Melasecche, in procinto di subentrare come consigliere alla collega Alessandrini eletta al Senato. Uno stratagemma che aumenta le poltrone e i costi a carico della collettività”

Purtroppo – stigmatizza Bori – si continua a perdere tempo e dopo la task force di consulenti dal Veneto, voluta dall’assessore Coletto che non ha considerato le grandi professionalità umbre, oggi riscontriamo la presa di posizione dell’onorevole Virginio Caparvi, segretario regionale della Lega, il quale non perde occasione di addossare sulla minoranza le colpe relative alla gestione dell’emergenza”.

In questo quadro – prosegue Bori – non siamo certo noi ad avvelenare i pozzi, la nostra posizione non cambia e rimaniamo fermamente convinti della necessità della collaborazione in una fase così complessa come la gestione dell’emergenza covid e della ripartenza. Però la collaborazione presuppone ascolto”.

Da diverse settimane – aggiunge il capogruppo PD – siamo in attesa di un incontro con la presidente Tesei, per illustrare le nostre proposte e stabilire insieme la tappe per il futuro. Fino ad ora non c’è arrivata risposta. L’auspicio – conclude Bori – è che la Pasqua porti consiglio e che si possa scrivere una nuova pagina, senza la necessità di mettere inutili bandierine su quello che invece dovrebbe essere il bene dei cittadini”.

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