Green pass, ancora polemiche. Ristoratori “non spettano a noi i controlli”. Le mense “non siamo ristoranti”. Fipe “Niente multa agli esercenti”

Obbligo green pass per Ugl tradimento per i lavoratori

Green pass, ancora polemiche. Ristoratori “non spettano a noi i controlli”. Le mense “non siamo ristoranti”. Fipe “Niente multa agli esercenti”

di Bruna Almeida Paroni

Il green pass continua a dividere l’opinione pubblica. Da quando è entrata in vigore, lo scorso venerdì, la certificazione verde resa obbligatoria dal Governo per poter accedere agli spazi al chiuso – come ristoranti, musei, bar e altri locali – ha sollevato non pochi dubbi sulla sua applicabilità.

La polemica si è intensificata dopo che il Ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha detto in un intervento a Stasera Italia su Rete 4, che ai titolari di pubblici esercizi è consentito richiedere il green pass, ma non sanzionare o punire clienti non in possesso della certificazione: ciò è di competenza delle Forze dell’ordine.

Ha preso le difese della Lamorgese un altro ministro. Mariastella Gelmini, responsabile del Dicastero per gli Affari regionali e le autonomie e anch’essa ospite della stessa trasmissione televisiva, ha rafforzato il compito delle Forze dell’ordine, ovvero, quello di eseguire i controlli. «Il green pass – spiega Gelmini – è uno strumento per tenere sotto controllo i contagi, non per punire. E’ stato introdotto – ricorda – proprio per evitare altri lockdown e chiusure. E’una scelta fatta nell’interesse degli italiani», ha sottolineato il ministro di Forza Italia.

Ristoratori, associazioni dei commercianti ed esercenti ritengono che i controlli, per l’appunto, dovrebbero spettare alle forze dell’ordine e non agli esercenti. Secondo lo chef stellato, Nicola La Mantia, starebbe al cliente mostrare o meno il green pass. «Non sta a me chiederlo, – dichiara La Mantia -, e non possiamo trasformarci noi, ristoratori, in controllori. Se un cliente si rifiuta di mostrarlo, magari se ne va e si crea un effetto a catena. E’ fondamentale che tutti si vaccinino ma non sta a noi verificarlo».

Roberto Calugi, presidente della Federazione italiana dei Pubblici esercizi Fipe-Confcommercio, in una nota ha spiegato che chi gestisce uno spazio pubblico non può essere multato a causa di un avventore incauto. «La responsabilità – dice – deve restare in capo al cliente e non venire condivisa con il titolare del locale». Secondo lui, il Governo si dovrebbe pronunciare in vie ufficiali, modificando direttamente la norma in vigore, riferendosi alla comunicazione avvenuta in diretta dalla Lamorgese.

Mancata chiarezza anche per le mense. Il leader della Cgil, Maurizio Landini, in un’intervista a Radio Anch’io su Radiouno, ha richiamato l’attenzione alla natura delle mense aziendali. «Sono un servizio – ha spiegato – per chi lavora, non sono un ristorante, il green pass non serve: sono frequentate dai lavoratori e non sono aperte al pubblico», ha commentato Landini facendo appello al governo perché si prenda le sue responsabilità e non sanzioni le persone che lavorano. «Noi non siamo contro i vaccini – afferma – dobbiamo aumentare la consapevolezza delle persone verso i vaccini, ma non penalizzare i lavoratori»’.

 
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