Garante regionale infanzia, Omphalos Lgbti scrive alla Presidente Donatella Tesei

Castellani, acrobazia pericolosa, tra convincimenti personali, pregiudizi inqualificabili e retorica da militante politica

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Garante regionale infanzia, Omphalos Lgbti scrive alla Presidente Donatella Tesei

Gentile Presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei,

le scriviamo questa lettera appellandoci al suo ruolo di Presidente di ogni cittadino e cittadina di questa Regione. Questa sua imparzialità istituzionale, che è preziosa e che lei non può permettersi di trascurare, dovrebbe farla sussultare davanti al testo pubblicato dalla stampa locale lo scorso 5 luglio a firma di Maria Rita Castellani.

Castellani, nel suo ruolo di Garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Umbria, ha realizzato un’acrobazia pericolosa in bilico fra propri convincimenti personali, pregiudizi inqualificabili e retorica da militante politica. Ma ricordiamo a lei, Presidente, e alla stessa

Garante, che il suo ruolo è quello di vigilare sull’infanzia e l’adolescenza di questa Regione, lavorando in rete per fare in modo che l’ambiente in cui crescono i bambini e i ragazzi umbri sia il migliore possibile.

Ma Castellani ha dato prova di non essere all’altezza. Nell’editoriale a cui stiamo facendo riferimento (link) lei prende la parola su un tema delicato dimostrando un’ignoranza colpevole per chi ricopre il suo ruolo.

Castellani contesta al Ddl Zan di definire l’identità di genere in modo disgiunto dal sesso biologico, ma legato alla percezione dell’individuo che la esprime. E naturalmente si straccia le vesti. Eppure l’identità di genere è definita nel nostro ordinamento da almeno quarant’anni senza che nessuna Castellani si sia disturbata a contestarla prima che al Senato si affacciasse un disegno di legge mirante a ridurre la violenza di cui sono frequentemente oggetto le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans*, le donne e i disabili di qualunque età, anche minori.

CHI HA FIRMATO
Tra le firme quelle di numerosi professori di UniPG, la presidente della Camera Minorile di Perugia Avv. Paola Pasinato insieme a numerose colleghe e colleghi avvocati, l’associazione Pediatri Umbria insieme a numerosi colleghi pediatri e medici umbri

LEGGI ANCHE – Attacchi vergognosi al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenzaCastellani, che non conosce la differenza fra orientamento sessuale e identità di genere, in maniera totalmente ideologica e per niente istituzionale, ne deduce che “si potrà scegliere l’orientamento sessuale verso cose, animali, e/o persone di ogni genere e, perché no, anche di ogni età fino al punto che la poligamia come l’incesto non saranno più un tabù”. Queste sono affermazioni gravissime che noi non esitiamo a definire fasciste oltre che stupide. Castellani rappresenta una realtà fantascientifica, inesistente nel mondo delle cose concrete e non scritta nel Ddl Zan.

Quello che Castellani non dice, nonostante una lunga e inutile filippica sul minore che cresce, è che nelle scuole medie e superiori umbre si contano episodi di violenza, di aggressione verbale e di discriminazione ai danni di ragazzi e ragazze appartenenti alla comunità LGBTI o percepiti dal bullo come tali, in maniera sistematica.

Tutto questo emerge da una ricerca realizzata dall’Università degli Studi di Perugia e altri soggetti, fra cui il Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Umbria, quando al posto di Castellani sedeva una persona non accecata dai propri fantasmi ideologici. Temiamo che questa ricerca sia colpevolmente sfuggita all’attenzione dell’attuale Garante e ci mettiamo a sua disposizione per fornirgliela quando e se intenderà conoscere i termini del bullismo e della violenza motivata dall’orientamento sessuale e dell’identità di genere ai danni dei minori umbri.

A lei, Presidente, ricordiamo che Maria Rita Castellani è stata scelta per rivestire il ruolo di Garante dell’infanzia e dell’adolescenza seguendo un iter per niente ordinario. Mentre la normativa prevede che a scegliere la persona che rivestirà questo importante ruolo sia l’Assemblea legislativa regionale, Castellani è stata nominata direttamente dal Presidente, senza consultare l’Assemblea, argomentando che il COVID non avrebbe permesso di fare diversamente. Peccato che i lavori assembleari di tutte le Istituzioni pubbliche, compresa l’Assemblea regionale, hanno continuato ad avere luogo a distanza e quindi questa nomina ci pare a maggior ragione illegittima.

La garante si spertica anche in fantasiose affermazioni sulla complementarietà necessaria e sulla non uguaglianza di padri e madri. I figli delle famiglie arcobaleno, di cui la garante dovrebbe occuparsi come di tutti gli altri minori sono la prova vivente che la realtà è ben lontana dalle sue posizioni ideologiche e cariche di pregiudizio. Come scrive la stessa Castellani la scienza non la inventa lo scienziato e la realtà tangibile dei figli delle famiglie arcobaleno, ormai maggiorenni, non si piega alle logiche confessionali e di partito a cui la garante vorrebbe ricondurre il mondo intero.

In ogni caso, Presidente, per la serie di aberranti falsità pubblicate da Castellani, per la sua incapacità di comprendere che il bullismo si combatte smontandolo prima che si manifesti, per aver colpevolmente stravolto la realtà, per aver tradito il suo mandato di garante di ogni bambina e bambino e ragazza e ragazzo, la preghiamo di fare riferimento quanto prima alla Legge Regionale n. 11 del 9 aprile 2015 (Testo unico in materia di Sanità e Servizi sociali) che all’art.

  • 365 dispone la “decadenza dall’incarico, sostituzione e revoca” del Garante dell’infanzia e dell’adolescenza.

Si potrà così procedere alla nomina di un vero Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Umbria che non sia distratto da questioni ideologiche e di partito, che sia in grado di documentarsi prima di esporsi pubblicamente e che abbia a cuore il benessere di tutti i minori dell’Umbria, anche quelli esposti al bullismo motivato dall’identità di genere e dall’orientamento sessuale vero o presunto, come determina l’art. 2 della Convenzione ONU sui diritti di bambini e ragazzi che chiaramente Castellani non conosce.

 

Saluti.

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