Due gradini negano il giardino a un bambino a Terni
Due gradini diventano un ostacolo insormontabile. Due soli scalini separano l’aula dal giardino dell’asilo di via Radice. Per Tommaso, che si muove con un passeggino posturale ingombrante, rappresentano un limite invalicabile. Da settembre il bambino non ha mai potuto raggiungere l’area verde insieme ai compagni.
La vicenda prende forma all’inizio dell’anno scolastico. Mamma Marta e papà Giuliano l’hanno chiesto da subito, da quando, a settembre, hanno iscritto il loro bambino all’asilo di via Radice. Avevano scelto quella struttura perché disposta su un unico livello, convinti che fosse pienamente accessibile. Poi la scoperta. Quei due gradini, all’apparenza marginali, impediscono ogni spostamento verso l’esterno.
L’accesso negato al giardino
Quando il clima è favorevole, i bambini escono nell’ampio spazio verde di proprietà della scuola. Un momento atteso. Un’occasione di socialità e gioco. Tommaso resta in classe. Non per scelta educativa, ma per impossibilità fisica. Il passeggino non consente di superare i dislivelli. Le scale non sono affrontabili.
Le insegnanti hanno deciso di non lasciare solo il bambino. L’intera classe, scrive il Messaggero oggi, rimane con lui. Un gesto di attenzione che i genitori sottolineano con gratitudine. Nessuno ha mai fatto pesare la situazione. Il clima è di solidarietà. Ma il problema resta.
I sopralluoghi e le soluzioni mancate
La famiglia ha segnalato la questione al Comune di Terni. Dopo i primi contatti con la segreteria del sindaco, a gennaio sono stati effettuati sopralluoghi tecnici. I rilievi hanno escluso la possibilità di installare una rampa in sostituzione dei gradini: la struttura si troverebbe al centro del giardino, con possibili rischi per gli altri bambini.
Tra le ipotesi emerse, lo spostamento del cancello d’ingresso per sfruttare una rampa già esistente. Da settembre a gennaio. E da gennaio a oggi. Nessun intervento concreto è stato avviato. La situazione è rimasta immutata.
I genitori non entrano nel merito tecnico delle soluzioni. Chiedono un risultato. Ritengono che un ostacolo di tale entità non possa bloccare per un intero anno scolastico l’accesso di un bambino disabile agli spazi comuni.
Inclusione scolastica e responsabilità
Il tema richiama il principio di inclusione scolastica e il diritto all’accessibilità degli edifici pubblici. Le barriere architettoniche non sono solo elementi strutturali. Incidono sulla qualità della vita. Limitano opportunità. Creano differenze.
La scuola ha dimostrato sensibilità. Docenti, collaboratori, genitori e compagni hanno costruito un contesto accogliente. Ma l’inclusione educativa non può prescindere dall’adeguamento degli spazi. L’accesso al giardino non è un dettaglio. È parte integrante dell’esperienza formativa.
Con l’arrivo della primavera, l’area verde torna al centro delle attività didattiche. Gli alberi mettono i primi germogli. I bambini attendono di uscire all’aperto. Per Tommaso, quei due gradini restano un confine netto. Superarlo significherebbe garantire un diritto semplice e concreto: vivere la scuola in ogni suo spazio.
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