La bimbetta della pubblicità delle merendine centra il record del mondo under 20 di salto

 
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La bimbetta della pubblicità delle merendine centra il record del mondo under 20 di salto
ph dal profilo fb di Larissa Iapichino

La bimbetta della pubblicità delle merendine centra il record del mondo under 20 di salto

di Elio Clero Bertoldi
Chi l’ha vista in azione non dimenticherà mai quel gesto atletico, quella corsa via via più veloce, quel salto imperioso di una diciottenne che ha stabilito il record del mondo under 20, con la misura di 6,91, eguagliando il primato di sua madre, la mitica Fiona May stabilito, però, ad un età ben più matura.

Larissa Iapichino (un nome, un presagio: “coronata d’alloro” il significato) con quel balzo, potente nello stacco quanto elegante nel volo, si é guadagnata pure il passaporto per le Olimpiadi di Tokio. Comunque vada in Giappone (“Andrò per fare esperienza”, ha precisato con modestia), il suo record rimane un orgoglio dello sport italiano.
Quel giorno – 20 febbraio scorso, ad Ancona – Larissa in pista indossava un top giallo, sul quale campeggiava il numero di gara (l’84) e pantaloncini neri. Sulla fronte una fascia bianca a trattenere i lunghi capelli raccolti e nerissimi. Ai piedi, vezzo innocente, una scarpa rosa a sinistra ed una gialla a destra.

Concentratissima in fase di preparazione. Piegata in avanti, in posizione di partenza, ha alzato il busto lentamente, poi si é chinata di nuovo in avanti. Ha mosso per primo il piede destro ed ha iniziato una rincorsa, passo dopo passo, sempre più accelerata. Busto eretto, ginocchia alte. Con la scarpa gialla ha pestato l’asse di battuta al limite giusto ed ha staccato il volo. Ad occhio, quando in fase di atterraggio la rena della buca si é levata in alto per l’impatto delle scarpe e del corpo della saltatrice, si é intuito che la misura sarebbe stata importante.

Molto importante. E dopo qualche secondo il quadro si é illuminato ed ha fornito la conferma della misura da primato: 6,91.
É stato in quel momento che, nella mente, a molti saranno tornate di prepotenza le immagini di una bimbetta bella, vispa, simpatica dal sorriso coinvolgente (proprio lei, tre lustri fa, anno più, anno meno) che, insieme alla sua mamma Fiona, anglo-giamaicana naturalizzata italiana, pubblicizzava sul piccolo schermo una merendina per bambini. Uno spot di pochi secondi che, nonostante la brevità del messaggio pubblicitario, catturava l’attenzione del telespettatore. E che molti, se non tutti, porteranno per sempre stampato nella memoria.

Quella piccina dolcissima, in età di scuola materna, ora é una giovane donna, che ha seguito, nella stessa disciplina, le orme della sua mamma (quando si dice i geni) e, anche, almeno in parte, del suo papà, Gianni, atleta di livello internazionale nel salto con l’asta.
A caldo, davanti ai microfoni, sollecitata a commentare quel salto esplosivo, Larissa continuava a ripetere col suo spiccato accento fiorentino: “Io non ci credo… Non ho ancora realizzato… cavolo, ho saltato quanto mia mamma…”

Ed ancora: “Sono sconvolta… Avverto tanti stati d’animo contrastanti: felicità, stupore … Tutti a mille”.
Da piccola Larissa si era innamorata, praticandola, della ginnastica artistica, e solo a sedici anni si era messa in luce nel salto in lungo. Adesso questa studentessa – prima di volare a Tokio sarà impegnata negli esami di maturità – non rappresenta soltanto una nuova opportunità dell’atletica, ma pure un fiore all’occhiello per l’Italia. Da qualche mese indossa i colori delle Fiamme Gialle, di cui viene considerata la punta di diamante.

Lei, con l’animo ingenuo di una fanciulla, confessa che i suoi idoli restano, oltre a “mammà“, Heike Drechsler, la viennese primatista mondiale indoor (7,37) e l’oro olimpico di Londra Greg Ruthelford (che si é complimentato con Fiona per il primato stabilito da Larissa). Colpisce, ancora, il particolare che la primatista juniores riesca a conciliare al meglio lo studio e l’atletica ad alto livello. Una preparazione culturale che le consente, nel corso delle interviste, di condire le sue frasi citando, con la competenza di un liceale sgobbone, Canova, Michelangelo, Verga…

Se Larissa fosse lo specchio – anche solo in parte – dell’intera gioventù del nostro paese, bando al pessimismo dei vecchi brontoloni: l’Italia del futuro potrà brillare sia nella quotidianità, sia nelle discipline sportive, sempre di più.

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