Elezioni chi evoca fantasmi del passato non ha nulla da dire sul presente

Chi evoca fantasmi del passato non ha nulla da dire sul presente
Marco Tarchi

Chi evoca fantasmi del passato non ha nulla da dire sul presente

di Gianni Porzi

Il professor Marco Tarchi, noto politologo studioso dei fenomeni populisti, in un’interessante intervista rilasciata recentemente a La Verità afferma che “questa campagna elettorale ricalca stili e temi già noti e che l’esito del voto non sarà “sconvolgente” perché chiunque vincerà dovrà rassicurare la Nato, l’USA e i mercati. E in questo non ci saranno differenze”. Quindi non accadrà nulla di traumatizzante, come tenta di far credereil rassemblement elettorale di sinistra allo scopo di delegittimare il Partito che, stando ai sondaggi, potrebbe uscire vincitoredalle elezioni politiche del 25 settembre prossimo. La democrazia non è assolutamente in pericolo, non verremmo governati dai “barbari”.

Gli italiani si convinceranno su temi concreti

Come afferma giustamente il prof. Tarchi, gli italiani si convinceranno su temi concreti quali il potere d’acquisto, che viene eroso dalla crescente inflazione, i servizi essenziali (la Sanità in primis), il fisco, le pensioni, la continua crescitadei flussi migratori, la sicurezza.Il professore aggiunge poi che “i tentativi di demonizzare l’avversario non sono certo un ingrediente specifico di questa campagna elettorale. In più occasioni, infatti, abbiamo assistito a campagne elettoraliimpostate su questo spartito”.E a tale propositoricorda il pericolo comunista, esorcizzato da Berlusconi, e il ritorno del fascismo, paventato dai progressisti. Quindi, c’è poco di nuovo sotto il sole.Tout déjà vu

Pattuglie sparute di fanatici

“Chi evoca fantasmidi un passato chenon può tornare- continua il Professore – dà l’impressione di avere poche idee su come affrontare e migliorare il presente. Che quel passato non possa tornare è chiaro a tutti fuorché a pattuglie sparute di fanatici.Gli ambienti più riflessivi della sinistra lo hanno capito. Maper alcuni prevale ancora il richiamo della foresta che serve solo a radunare i già convinti”. Quindi, gettare fango sull’avversario politico non serve, anzi può determinare un effetto boomerang.

Per quantoriguarda poi la possibilità che la Meloni possa salire a Palazzo Chigi, il prof. Tarchi dice “o adesso, che è sulla cresta dell’onda, o mai più, ma deve uscire dalla trappola della scarsa legittimazione sulla scena internazionale”.

Sta di fatto comunque, come affermato giustamente dalla Meloni in più occasioni, che la legittimazione a livello nazionale viene dagli elettori e non dai Palazzi della politica, cioè dai vari Renzi, Calenda, Letta, Fratoianni, ecc.

Il problema cruciale per il centro-destra è, non solo offrire agli elettori un programma politico credibile/realizzabile, ma anche formare una squadra di governo con personalità di spessore e adeguate al momento difficile che stiamo attraversando. Questo, probabilmente, sarà il passaggio più difficile e delicato da affrontare perché, come già accaduto con il Prof. Savona, Mattarella potrebbe intervenire ponendo il veto.

Quindi, occorrerà molta attenzione/cautela senza tuttavia piegare il capo specialmente a inaccettabili interferenze esterne. Sono almeno dieci anni che abbiamo subito pressioni da parte di alcune Cancellerie europee. Tra poco andremo a votare e quindi l’unica indicazione che dovremo ascoltare è quella che emergerà dal voto popolare. E’ da augurarsi che sia finita l’epoca dei governi di emergenza, dei Presidenti del Consiglio non eletti, della democrazia in stand by.

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