PERUGIA: PREVENZIONE DELLE INTERRUZIONI VOLONTARIE DI GRAVIDANZA NELLE DONNE STRANIERE

83N74tN518uRAZIENDA UNITA' SANITARIA LOCALE UMBRIA 1(umbriajournal.com) PERUGIA – Si è svolto oggi (16 settembre) a Villa Umbra un seminario organizzato dalla Regione Umbria, in collaborazione con le Aziende Sanitarie e l’Università degli studi di Perugia, nell’ambito del progetto “Prevenzione IVG nelle donne straniere per una maternità responsabile e la prevenzione dell’aborto, la tutela della maternità e del neonato”, promosso e finanziato dal Ministero della Salute–CCM e coordinato dalla Regione Toscana, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università La Sapienza di Roma.

Come conseguenza dell’aumento della popolazione straniera e della sua marcata femminilizzazione (le donne rappresentano circa la metà degli stranieri presenti in Italia e anche in Umbria), negli ultimi 20 anni si è osservato un incremento delle interruzioni volontarie di gravidanza tra le donne straniere (20,224 nel 2007 rispetto al 10,131 nel 1996), in controtendenza rispetto alle donne italiane. Questo valore corrisponde ormai al 32,2 %  di tutte le I.V.G. effettuate a livello nazionale nell’anno 2007.

L’obiettivo generale del progetto IVG è quello di ridurre le gravidanze indesiderate e i tassi di ricorso all’interruzione volontaria di gravidanza tra le donne straniere, attraverso la promozione di una maggiore consapevolezza della propria salute riproduttiva, una maggiore conoscenza dei metodi contraccettivi, dei servizi sociosanitari, come i consultori, delle norme a sostegno della maternità e contro l’abbandono dei neonati. A tal fine il progetto punta a promuovere la formazione degli operatori sanitari e degli assistenti sociali, che devono essere in grado di superare le barriere della comunicazione; a definire e sperimentare percorsi organizzativi per favorire l’accesso e  l’utilizzo dei servizi da parte delle donne straniere; promuovere una diffusa e capillare informazione per la popolazione straniera finalizzata alla tutela della salute sessuale e riproduttiva alla prevenzione della aborto ed alla diffusione delle misure a sostegno della maternità e di prevenzione dell’abbandono dei neonati.

Nel corso del seminario sono state presentate le azioni sviluppate nelle aziende sanitarie umbre e lo stato dell’arte del progetto: gli operatori della USL Umbria 1, già formati  dal Ministero, sono pronti per dare avvio ad un percorso formativo a cascata rivolto a tutti gli operatori in ambito regionale, che si svolgerà da ottobre 2013 a giugno 2014. Particolare attenzione è stata riservata alle opportunità del servizio di mediazione culturale, che è presente nella sola azienda USL Umbria 1 dal 2005.

 

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