Parma, la professoressa Susanna Esposito riammessa a direzione Clinica Pediatrica

Era stata sospesa il 27 luglio scorso dal suo incarico

Parma, la professoressa Susanna Esposito riammessa a direzione Clinica Pediatrica

Parma, la professoressa Susanna Esposito riammessa a direzione Clinica Pediatrica

Parma – La professoressa Susanna Esposito, pediatra infettivologa ordinaria di Pediatria all’Università di Parma e direttrice della Clinica Pediatrica all’ospedale Pietro Barilla dell’Azienda ospedaliera-Universitaria di Parma, sospesa il 27 luglio scorso dal suo incarico, è stata riammessa da oggi nel suo ruolo su provvedimento del Tribunale di Parma.

Il Giudice del Tribunale di Parma, in funzione di Giudice del Lavoro, ha accolto il ricorso presentato dalla Esposito contro il provvedimento di sospensione ai suoi danni, “giudicando illegittima l’iniziativa della Direzione Generale di Parma, in quanto la condotta della direttrice della clinica pediatrica, non ha riscontrato mancanze ai doveri d’ufficio, presupposto necessario per motivare un provvedimento di sospensione”, riporta il provvedimento.

La prof Susanna Esposito sospesa dall’Azienda Ospedaliera di Parma

A motivare la sospensione da parte della direzione ospedaliera di Parma, una lettera della Esposito inviata nove mesi prima (12 novembre 2021) al presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e all’assessore alla Salute, Raffaele Donini, in cui si segnalavano alcune “gravi irregolarità assistenziali” e organizzative dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Parma che, a giudizio della stessa professoressa, andavano e vanno tuttora contro la tutela della salute pubblica. Oltre che “illegittima“, la sospensione ai danni della Esposito è stata giudicata anche “tardiva” dal Tribunale di Parma, dato che arrivava circa nove mesi dopo l’invio della lettera.

Inoltre, il provvedimento ai danni della Esposito “giungeva il 27 luglio scorso, il giorno prima del suo rientro in servizio da una prima sospensione di tre mesi avvenuta il 27 aprile scorso, che era stata causata da una sua comunicazione al Servizio assistenza ospedaliera della Regione Emilia-Romagna, sul numero di posti letto realmente disponibili presso l’ospedale Maggiore di Parma per l’assistenza ai bambini ucraini nella fase iniziale della guerra”, prosegue il provvedimento. A questo proposito, il Tribunale di Parma ha accolto il rischio di danno alla dignità professionale a cui sarebbe esposta la Esposito, a causa dell’interruzione del rapporto di lavoro per un lasso di tempo eccessivamente prolungato.

(Com-Frm/Adnkronos Salute)

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