Nursind, le soluzioni proposte dalla regione sono inadeguate ed improvvisate

 
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Nursind, le soluzioni proposte dalla regione sono inadeguate ed improvvisate

Nursind, le soluzioni proposte dalla regione sono inadeguate ed improvvisate

NurSind, a seguito dell’incontro tenutosi in data odierna al Tavolo permanente Covid-19 alla presenza delle OO.SS. rappresentative del Comparto e dell’Assessore Coletto, esprime la propria profonda insoddisfazione relativamente alle risposte che provengono dalla Regione Umbria riguardo la carenza di personale sanitario, in particolare quello infermieristico ed OSS.

Dopo aver fortemente messo l’accento sulle nostre perplessità nella gestione complessiva di questa seconda fase emergenziale, abbiamo portato all’attenzione dell’Assessore Coletto le enormi criticità derivanti dalla mancanza di personale, già carente di più di 1.300 unità infermieristiche prima dell’emergenza (Fonte: elaborazione Centro studi FNOPI su dati Conto annuale – ragionerie dello Stato – Ministero dell’Economia 2016).

Le soluzioni che ci sono state rappresentate dalla Regione Umbria per contenere le criticità esistenti ad oggi sono:

• il bando indetto dalla A.O. di Terni a tempo determinato per infermieri al quale, per ora, hanno manifestato interesse 110 soggetti sui 250 posti banditi e che, nel caso di accettazione della proposta lavorativa, firmeranno un contratto di soli 12 mesi. Infermieri che potrebbero essere facilmente attratti da altre proposte lavorative più stabili in altre regioni durante il periodo contrattuale;
• procedure selettive del Concorso bandito dalla Usl Umbria 2 e A.O. di Terni che potranno essere completate SOLO nel mese di gennaio 2021;
• la ricerca di forza lavoro tra il personale andato in pensione negli ultimi anni;
• utilizzo di “prestazioni aggiuntive” in settori come le Terapie Intensive – Semintensive – Aree Covid –  RSA, già sottoposto a carico di lavoro e di stress estremo;
• il ricorso al personale sanitario dell’Esercito Italiano.

Ad oggi, a nostro avviso, le azioni messe in campo da parte di chi sta gestendo l’emergenza COVID si sono dimostrate inadeguate, soprattutto nelle misure preventive. Nulla è stato fatto e nulla è stato preparato, per cui ad oggi ogni soluzione da chiunque proposta non fa altro che essere un tentativo di arginare una falla oramai difficilmente riparabile.

Immediatamente dopo la prima ondata pandemica, NurSind si era fatto promotore di diverse proposte strutturali, tra le quali quella di espletare il concorso della Usl Umbria 2 durante l’estate, allo scopo di veder reclutato il personale necessario PRIMA della annunciata seconda ondata e quello di potenziare in maniera significativa la rete territoriale in modo da veder garantire le prestazioni ordinarie oltre che l’attività di tracciamento e follow up inerente al Covid-19.

In questo drammatico scenario diventa sempre più evidente lo scollamento tra chi dovrebbe dirigere, la catena di comando e tutti gli attori protagonisti ai vari livelli. Come si può, solo oggi, mettere in campo delle soluzioni che vedono stravolta la rete sanitaria regionale e di conseguenza l’attività di tutti i professionisti coinvolti, attraverso delle disposizioni da rendere immediate, senza aver programmato gli interventi e aver, quindi, condiviso con chi si trova ad operare fattivamente in “trincea”?

Disorientamento, rabbia, delusione, sconforto, oltre che tante incertezze e senso di impotenza sono le parole che meglio descrivono l’attuale stato d’animo e condizione degli operatori della sanità umbra. A nostro avviso potrebbero esserci dei seri problemi di tenuta fisica e, soprattutto, psicologica del personale sanitario coinvolto, che si trova nuovamente senza diritti e senza tutele, consapevoli, questa volta, che tante cose potevano e dovevano essere fatte PRIMA.

Professionisti già provati dallo sforzo della scorsa primavera, non supportati da un aumento della dotazione organica nel momento di tregua della pandemia, quando ci sarebbe stato anche un minimo di tempo per fare formazione “on the job”.

Queste scelte improvvisate ci danno la palese sensazione del “navigare a vista” da parte della Regione Umbria: senza alcuna programmazione/progettualità e con quello che, presumibilmente, si rivelerà un abbondante sperpero di denaro pubblico, tutto questo sforzo rischia di rivelarsi inutile e non getta le basi per la correzione delle storture del sistema una volta terminata la emergenza pandemica ma che porterà, di certo, a conseguenze gravi nella cura di altre patologie.

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