Modello accoglienza disabili anche in altre strutture ospedaliere umbre

Modello accoglienza disabili anche in altre strutture ospedaliere umbre

Modello accoglienza disabili anche in altre strutture ospedaliere umbre

Il consigliere Carla Casciari (Pd) annuncia la presentazione di una interrogazione a risposta immediata con cui chiede alla Giunta di “estendere il modello di accoglienza Dama (Disabled adavanced medical assistance), attivato a Terni, anche nelle altre strutture ospedaliere della regione, per offrire su tutto il territorio un efficace strumento di accoglienza e presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.  “La Giunta regionale spieghi se intende estendere il modello di accoglienza Dama (Disabled adavanced medical assistance), attivato a Terni, anche nelle altre strutture ospedaliere della regione, per offrire su tutto il territorio un efficace strumento di accoglienza e presa in carico delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.

Lo chiede, con una interrogazione a risposta immediata, di cui annuncia la presentazione, il consigliere del Partito democratico Carla Casciari. Nell’atto ispettivo, Casciari spiega che “nel febbraio 2018 presso l’azienda ospedaliera Santa Maria di Terni è nato il Centro accoglienza disabilità (Cad), cui si può accedere direttamente o tramite un numero verde attivo dal lunedì al venerdì.

Grazie all’attivazione di questo percorso, dedicato alle persone con disabilità complessa intellettivo-relazionale, l’azienda ospedaliera ternana è entrata a far parte della rete nazionale Dama che, oltre a Terni, comprende i nosocomi di Milano, Mantova, Varese, Bologna, Empoli, Bolzano e Cosenza. Il raggiungimento di questo lodevole traguardo è stato possibile anche grazie alla sinergia tra l’azienda ospedaliera e la associazioni di volontariato presenti sul territorio”.

Il consigliere regionale evidenzia che “il modello di accoglienza ai servizi di diagnosi e cura che va sotto il nome di ‘Dama’ è rivolto alle persone con grave disabilità intellettiva e neuromotoria e si pone l’obiettivo di favorire l’accesso ai servizi intervenendo sull’organizzazione sanitaria, migliorando al contempo le risposte ai bisogni di salute e benessere. I punti caratterizzanti di questo modello sono la presenza di un’equipe multidisplinare dedicata e di personale volontario qualificato, la facilità di contatto con le famiglie mediate la creazione di un call center e la creazione di un archivio con i dati di tutti i pazienti”.

Rassegna stampa

Commenta per primo

Rispondi