TERNI, CELEBRAZIONE PRENATALIZIA ALL’AST

Mons. Vecchi
Mons. Vecchi
Mons. Vecchi

(umbriajournal.com) TERNI – Celebrata questa mattina dal vescovo amministratore apostolico della Diocesi Terni Narni Amelia. Mons. Ernesto Vecchi, la messa prenatalizia presso il Tubificio di Terni per i lavoratori e familiari della Acciai Speciali Terni, alla presenza dell’amministratore delegato dell’Ast Marco Pucci. del sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, del presidente della Provincia Feliciano Polli.

Mons. Vecchi nella sua omelia ha ricordato il suo passato di operaio presso il petrolchimico di Ferrara e l’importanza del lavoro per la società intera e dell’importanza di ritrovarsi per celebrare insieme il Natale in fabbrica, una tradizione bella e significativa per la città di Terni. “Oggi è come essere in famiglia, la grande famiglia dell’Ast. E’ importante che anche in questa azienda si senta il bisogno di celebrare il Natale insieme con l’Eucarestia e mettere tutto nelle mani di Dio.

Anche in fabbrica, ogni volta che mettiamo in campo tutte le energie, tutte le nostre strategie, c’è il Signore che è l’ultima istanza e che non dobbiamo eliminare, ma tenere viva per poter esprimere al meglio la nostra vocazione cristiana. Sono momenti come questi che ci danno la possibilità di veder le cose in profondità rispetto alla grande superficialità che oggi dilaga. Abbiamo bisogno di vedere in profondità per essere capaci di fare sintesi tra il passato, presente e futuro.

La coscienza dell’umanità, quella che fa riferimento a qualcosa di superiore, ha bisogno di reagire al nichilismo tecnologico che tenta di cancellare tutto. Oggi in questo incontro prenatalizio si celebra la gioia perché abbiamo la consapevolezza che nonostante i guai c’e la speranza fondata in Gesù, una speranza che però richiede a ciascuno di portare la propria croce. Questa fabbrica che rappresenta Terni con la sua laboriosità, con tutte le difficoltà del momento attuale, non deve perdere la speranza e deve mantenere vive le potenzialità, la qualità di un acciaio che è il migliore al mondo, ma questo insieme ad una coscienza vera capace di guardare in faccia la realtà, di sopportare ogni sacrificio e incertezza, collaborando tutti insieme, uniti, per realizzare qualcosa di buono, cogliendo e valorizzando le risorse che si hanno a disposizione, assumendosi ciascuno le proprie responsabilità.

Il Natale ci fa scoprire come questo evento ha cambiato la storia umana, il nostro futuro è connesso con la verità di Dio che si è fatto uomo per salvarci, facendosi nostro contemporaneo e accompagnandoci nella storia. Il regno di Dio non si edifica sulle macerie della storia ma dentro gli eventi umani fino al loro compimento. Come mai dopo un lungo periodo di crescita, il miracolo economico, i paesi occidentali si trovano indebitati, invecchiati, disuguali e depressi?.

Per alcuni questa crisi segna la fine del tecnonichilismo cioè di una tecnologia che va avanti senza pensare ai valori dello spirito. Questa è la causa della seconda crisi economica della fine del ’29, ma che anche e soprattutto il frutto di un’ampia crisi spirituale e di un libertarismo egocentrico. Oggi si sente il bisogno di una nuova idea di sviluppo, dice Benedetto XVI,a partire dalla qualità dell’ambiente, dalle relazioni umane e dalla concezione della cultura, per una crescita integrale e l’Avvento e il Natale aiuta questo cammino di cambiamento e di speranza”.

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