TERNI, MELASECCHE: “AMMINISTRAZIONE INEFFICIENTE”

Terni, comune in dissesto, primi odiosi ritardi nei pagamenti
Enrico Melasecche
Melasecche
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(umbriajournal.com) TERNI – Da qualche giorno è in voga a Terni il termine “buono”, usato sia dal sindaco per la politica che vorrebbe facesse l’opposizione e, per altro verso,  da un candidato del PdL, per caratterizzare la propria, personale campagna elettorale. Singolare la coincidenza del termine usato non a caso sui diversi  fronti. Tutto parte dall’episodio di vandalismo politico a carico dell’auto di Michele Rossi,reo agli occhi di alcuni, di non  praticare una “politica buona” ma di esasperare gli animi andando alla Passeggiata per documentare, come ha sempre fatto con coraggio, irregolarità, abusi e prepotenze.

 

In effetti era stato minacciato da alcuni soggetti che lavoravano per la Festa del PD ed avevano invaso con le strutture metalliche un’aiuola antica, colpevole solo di non avere più il prato a causa dell’incuria comunale di questi anni.   Ebbene il Sindaco mostra solidarietà ma sollecita di fatto a stare tutti tranquilli, di fatto definisce la propria politica “buona”, come spesso ha esaltato la politica dell’opposizione come “buona”, quella però sommessa, quella che non fa emergere i problemi, che non scoperchia le pentole, quella che non ha mai disturbato il manovratore di tanti, troppi interessi particolari, quale lui palesemente difende, come denunciamo non da oggi.

Quella che lo vede, senza primarie, ricandidato stancamente a far morire Terni per altri cinque anni di agonia. Il termine buono in politica è strettamente correlato al “buonismo” definito come “una benevola apertura a tutte le posizioni, capace solo di produrre compromessi confusi e di basso livello, suggestiva ma inconcludente”. Che possa piacere al nostro sindaco una politica buonista lo possiamo comprendere ma come progetto per il futuro della città c’è bisogno, urgente, di ben altro. Non ci piace apparire “buoni”quanto piuttosto seri, preparati, professionali, con la schiena diritta, orgogliosi del ruolo chi i cittadini ci hanno assegnato, che non è certo quello di accondiscendere, magari ammiccando per piccoli interessi o scambi di favori personali.

Preferiamo la chiarezza, la proposta ragionata, se necessario la durezza della verità nel confronto pubblico, ad una opposizione, si fa per dire, silente, educata, “buona”, proprio come Raffaelli e Di Girolamo hanno sempre apprezzato, quella che a loro è sempre piaciuta. Non la nostra. Ed è per questo che le candidatura “buone” o “buoniste” che accondiscendono a Di Girolamo, lo fanno felice, ma uccidono il futuro della città non ci entusiasmano affatto. Vogliamo troppo bene a Terni per anestetizzarla per i prossimi cinque anni in un colloquio a palazzo Spada fra “buoni” amici,queste le parole di Melasecche.

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