Sindaco Massimiliano Presciutti: «Il dinosauro è Walter Verini»

 
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Test sierologici in Umbria Walter Verini, Pd, dice che è una "vicenda opaca"
Walter Verini

Sindaco Massimiliano Presciutti: «Il dinosauro è Walter Verini»

Verini? “E’ un dinosauro”. Il Pd umbro? “Va rifatto tutto”. I sindaci? “Vengono snobbati”. Tre domande, altrettanti siluri destinati al commissario Dem, Walter Verini. Li lancia Massimiliano Presciutti, sindaco rieletto a Gualdo Tadino al primo turno. E’ riportato sul Corriere dell’Unbria del 27 giugno 2019. L’ex sindacalista della Cigl – è scritto – fa da collettore dell’area orfana di Gianpiero Bocci, ex segretario ai domiciliari per l’inchiesta sui concorsi truccati.

Soprattutto guida i sindaci piddini che reggono botta. Presciutti affonda il colpo contro i vertici del suo partito e mette nel mirino il traghettatore scelto da Nicola Zingaretti. Dopo l’intervento di Roberto Segatori sul Corriere dell’Umbria, che fotografa un Pd ancora in cerca d’autore, il gualdese furioso vuole scrivere la sua parte del copione.

Nell’articolo del Corriere è scritto: E’ tutto un j’accuse. “Se il commissario del Pd deve attuare un tavolo con i sindaci? Io ho scritto a caratteri cubitali , ma non ho avuto risposta”, fa sapere Presciutti. Non si convoca più un’assemblea, non ci sono più spazi di discussione. Il commissario sta pensando a un direttorio. “Suonano l’orchestrina mentre il Titanic affonda. Dei sindai nelle città sopra i 15mila abitanti – dice ancora Presciutti – siamo rimasti in due del Pd ad avere vinto, e al primo turno: io e Matteo Burico di Castiglione del Lago. Stirati è di centrosinistra ma ha il Pd all’opposizione. Sembra che ci sia una paura diffusa tra dirigenti di lungo corso, dinosauri come Verini, chiusi dentro al fortino”. Capi che non vogliono comprimari, nel Presciutti – pensiero. “Più che esseri considerati come una risorsa – insiste – noi sindaci sembra che facciamo ombra un po’ a tutti.

Nel Pd non c’è più niente da salvare, va cambiato tutto, da capo a piedi. Qualcuno dovrebbe accendere una fila di ceri per tutto ciò che ha avuto in questi anni ed avere uno slancio di generosità favorendo un ricambio totale della classe dirigente. Non vedo tuttavia la volontà di farlo”. Ricominciare, senza buttare il bimbo con l’acqua sporca. “Non si può non ripartire dai territori – conclude Presciutti – e da coloro che li rappresentano, altrimenti i confronti interni portano a soluzioni come quelle di Agostini che francamente, con tutto il rispetto per la persona, sono più soluzioni vintage che aggreganti e tanto meno vincenti”.

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