Sanità, De Vincenzi interroga su gestione informatica Aft

Bandi per i sei dirigenti in Regione, Replica del Consigliere De Vincenzi alla DIREU

Sanità, De Vincenzi interroga su gestione informatica Aft

Nella seduta odierna dell’Assemblea legislativa (sessione dedicata al Question time) il consigliere Sergio De Vincenzi (Misto-Umbria Next) ha presentato una interrogazione sullo “Stato gestionale economico e funzionale dei sistemi informatici adottati a seguito dell’accordo integrativo regionale 2017 per il trattamento dei dati sensibili dei pazienti delle ‘Aggregazioni funzionali territoriali’ (Aft)”.

De Vincenzi ha chiesto all’assessore Luca Barberini di sapere “perché la gestione informatica delle Aft non è stata presa in carico dalla struttura regionale in house ‘Umbria Digitale’; quale sia il costo complessivo di gestione del sistema informativo delle Aft affidato alla società privata ‘Dedalus’ e perché tale affidamento non sia stato realizzato direttamente dalla Regione ricorrendo a specifica gara di appalto con evidenza pubblica, come previsto dalla legge vigente e se la società ‘Dedalus’ trattenga dati sensibili dei cittadini umbri per usi esterni a quelli affidati”.

Il consigliere ha quindi rimarcato che “la Dedalus fornisce la piattaforma informatica operativa a un costo di 400 euro annui per ciascun medico di medicina generale, che la Regione provvede a rimborsare successivamente attraverso l’erogazione di denaro pubblico. La ricetta elettronica dematerializzata – ha concluso – prodotta dai medici di medicina generale dell’Umbria non viene inviata direttamente al Mef come accade in altre regioni italiane, bensì al ‘Sistema di accoglienza regionale’ gestito dalla società Dedalus”.

L’assessore Barberini ha risposto che “le Aft offrono ai cittadini una risposta continuativa anche in orari in cui normalmente i medici non sono disponibili (pausa pranzo, fine settimana), dando una risposta territoriale ai pazienti senza generare accessi inappropriati negli ospedali. Il meccanismo funziona perché c’è un sistema informatico che supporta il servizio. Per fare tutto questo è stato rivisto l’accordo integrativo regionale del 2018.

Rispetto al sistema informativo, viene stabilito che i medici di medicina generale scelgono la piattaforma che gli permette di condividere in rete le cartelle dei pazienti. Sono gli stessi medici a pagare il sistema informativo. Nell’accordo è previsto che per i primi due anni viene riconosciuto un rimborso di 400 euro all’anno come rimborso per il software utilizzato (solo se il 60 per cento dei medici dell’Atf utilizza la stessa infrastruttura informatica).

Quindi noi non abbiamo acquistato programmi aggiuntivi, ma concorso alla spesa sostenuta dai medici di medicina generali. Spetta ai medici la gestione dei dati degli assistiti, le Asl garantiscono il rispetto della normativa sulla privacy per quanto riguarda le prestazioni effettuate nelle Case della salute”. Sergio De Vincenzi ha replicato parlando di “una risposta parziale: il rimborso ai medici non è condivisibile, dato che doveva essere l’assessorato a fare un bando di gara per un sistema informatico valido per tutti invece di rimborsare loro 400 euro all’anno. Farò una segnalazione all’Autorità anti corruzione dato che non mi è stato spiegato quanto è stato stanziato complessivamente per il rimborso ai medici”.

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