Roma, Parità di Genere, Galgano (SC), “Più donne al Parlamento Europeo”

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Adriana Galgano

Adriana_galganoROMA, 7 aprile – “Riteniamo che il nostro Paese abbia perso un’occasione per diventare un po’ più europeo e per utilizzare fin da subito la spinta propulsiva che avrebbe dato una rappresentanza italiana più ricca di presenza femminile. Adesso vediamo di non perdere anche questo piccolo passo per il 2014 e quindi considerato l’avvicinarsi delle prossime elezioni europee, Scelta civica auspica un esame in tempi rapidi della proposta di legge, al fine di permettere l’eventuale sua applicazione già nella prossima tornata elettorale e quindi non presenterà emendamenti”.

Lo ha detto il deputato di Scelta Civica, Adriana Galgano, intervenendo nella discussione generale sul pdl 2213 che modifica la legge 24 gennaio 1979 n. 18 recante norme per l’elezione dei membri del Parlamento europeo spettanti all’Italia, in materia di garanzie per la rappresentanza di genere.

“Solo pochi giorni fa Cristine Lagard, direttore del fondo monetario internazionale, ci ha ricordato che il nostro è uno dei Paesi della Eurozona che incoraggiano meno la partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Se ci troviamo qui adesso è perché abbiamo anche mancato di incoraggiare la partecipazione delle donne al Parlamento Europeo.”

“L’Italia è ancora molto indietro, ponendosi al 24esimo posto: le donne italiane elette al Parlamento europeo sono, infatti, 17 su 72 deputati, pari a circa il 25 per cento, dato inferiore rispetto al 35 per cento di tutte le elette”, ha aggiunto Adriana Galgano. “Rilevo che ci troviamo a dibattere della rappresentanza di genere nel Parlamento europeo e lo facciamo solo grazie alla risoluzione del Parlamento europeo del 4 luglio 2013 che, tra le altre cose, invita gli Stati membri e i partiti politici a insistere per una maggiore presenza di donne nelle liste dei candidati e, per quanto possibile, a incoraggiare l’elaborazione di liste che garantiscano una rappresentanza paritaria. La risoluzione è del 4 luglio 2013 e discutiamo il provvedimento il 7 aprile 2014 a comizi aperti e questo ritardo è la giustificazione del poco coraggio di questa norma che inserisce solo per le elezioni europee del 2014 la cd. tripla preferenza di genere, prevedendo che, nel caso in cui l’elettore decida di esprimere tre preferenze, queste devono riguardare candidati di sesso diverso, pena l’annullamento della terza preferenza.”

“La parità nella composizione delle liste e i correttivi qualora ciò non accada viene invece rimandata al 2019 così come l’alternanza di genere nei primi due posti e la doppia preferenza di genere”, ha proseguito Galgano. “La presenza marginale delle donne ai vertici della società rappresenta una costante della storia del nostro Paese, da sempre relegato in posizioni imbarazzanti nelle più autorevoli indagini a livello internazionale. Il Global gender gap index, l’indice sul divario di genere stilato annualmente dal World Economic Forum, nel 2013 assegna all’Italia la settantunesima posizione, dietro a Botswana, Ghana, Cina e davanti, nell’Unione europea, solo a Ungheria, Grecia e Malta.”

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