Pubblico impiego, domani giornata di mobilitazione

Bandiere-sindacati-Cgil-Cisl-e-UilMolte le assemblee organizzate nei luoghi di lavoro pubblici nella giornata di domani 23 maggio, una giornata di mobilitazione dei lavoratori pubblici per dare una risposta forte al governo Renzi, per affermare che è necessario innovare lo stato sociale, difendere la qualità dei servizi pubblici, riorganizzare la pubblica amministrazione. Si tratta di un’iniziativa congiunta della Cgil funzione pubblica, della Cisl Fp, e della Uil Fpl.

Tra le assemblee organizzate quella della Provincia di Perugia dalle 9 alle 11 e dell’Azienda ospedaliera di Terni dalle 12 alle 14 e quella che si terrà presso il Ministero dei beni culturali a Perugia dalle12 alle 14.

“Il presidente Renzi – dicono i segretari Vanda Scarpelli, Ubaldo Pascolini e Marco Cotone – ha scritto a tutte le lavoratrici e i lavoratori della pubblica amministrazione, proponendo 44 punti per riformare il sistema pubblico, ne ha dimenticato uno: il rinnovo del contratto dei dipendenti, che non deve essere solo la salvaguardia del salario ma deve anche essere una riorganizzazione del lavoro e dei lavori. Una garanzia di riforma reale della pubblica amministrazione”.

Anche in Umbria sono ancora tante le questioni aperte – continuano i tre segretari – Tra le priorità, quello del recente protocollo di intesa firmato dalle organizzazioni sindacali per la ricollocazione dei lavoratori delle ex comunità montane. Questo prevede l’istituzione della cabina di regia per la governance per l’applicazione della legge Delrio: un primo passo di un percorso che dovrà essere strumento costante di verifica e di monitoraggio sull’applicazione della riforma nazionale per la tutela delle funzioni e dei servizi per i cittadini.

E’ necessario, inoltre, proseguire con più coraggio nell’azione di integrazione delineata nel riordino del sistema sanitario regionale: un’applicazione normativa che, ad oggi, fatica ad essere attuata sia per le funzioni delle Asl, per le aziende ospedaliere e per le università.

Anche in Umbria – continuano Scarpelli, Pascolini e Cotone – vogliamo che il valore e il sapere delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici siano gli strumenti da utilizzare nell’attuazione delle riforme e dei cambiamenti organizzativi. Dai lavoratori arriverà la vera risposta su come cambiare la pubblica amministrazione per tutelare e innovare lo stato sociale e difendere la qualità dei servizi e della vita quotidiana dei cittadini”.

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