Province virtuose – Baldelli (Prc): “Orgoglioso che Perugia è tra le prime dieci”

PRC

prc(umbriajournal.com) PERUGIA – “In Italia, 35 Province hanno saldato per oltre il 70% i loro debiti con le aziende fornitrici di beni e servizi, mentre 10 hanno onorato al 100% i loro impegni: la Provincia di Perugia è tra le prime 10! Ciò rappresenta un elemento di eccezionale importanza, che mi riempe d’orgoglio e che fa la differenza in un contesto in cui i Patti di stabilità strozzano la capacità di spesa delle Pubbliche Amministrazioni a livelli inauditi. Non c’è solo un legittimo vanto ‘istituzionale’, ma c’è anche la fierezza per la vittoria della posizione da sempre sostenuta dal PRC (e nella fattispecie dal sottoscritto) nelle Commissioni e in Consiglio, in nome dei più sacri interessi della comunità: ho sempre ribadito, infatti, che le aziende fornitrici di beni e servizi andavano pagate puntualmente, anche nel quadro dei tremendi gravami che strozzano i nostri bilanci, in quanto da quei pagamenti dipendeva e dipende il pane dei lavoratori dei piccoli artigiani e commercianti e sul pane di chi lavora e si sacrifica per mandare avanti il Paese a nessuno è consentito scherzare! Sono centinaia i suicidi e i tentati suicidi di imprenditori che, per il mancato pagamento delle loro opere da parte della Pubblica Amministrazione, sono arrivati ai limiti estremi della disperazione!

La Provincia di Perugia ha preferito lasciare indietro la manutenzione di alcune arterie viarie di propria competenza e il taglio dell’erba in altre (mi riferisco alle Strade provinciali, non a quelle regionali, dove la partita è di diversa natura) pur di onorare impegni vitali per l’economia locale, senza i quali avremmo avuto molti disoccupati e cassintegrati in più. Una scelta coraggiosa ed eticamente ineccepibile ! Tante aziende del territorio hanno potuto sopravvivere, in un ampio contesto di crediti inesigibili, grazie ai pagamenti puntuali e precisi effettuati dalla Provincia di Perugia per beni ricevuti e prestazioni rese (non è un’esagerazione, basta leggersi i risultati di ricerche e indagini all’uopo condotte). Un plauso quindi alla Giunta e agli Uffici per aver recepito una sollecitazione politica posta con molta forza. Ciò detto, la battaglia contro il Patto di stabilità deve andare avanti più forte e compatta che mai: senza possibilità per gli Enti locali di spendere e investire, l’economia del Paese è destinata a ristagnare senza prospettiva di ripresa . Su questo le forze politiche sono abbastanza compatte (tranne l’UDC, che col Governo Monti ha sposato e portato alle estreme conseguenze la linea della soppressione delle Province, salvo poi mantenere all’interno delle Province le sue rappresentanze istituzionali, per la serie ‘sputare senza ritegno sul piatto dove si mangia’! ).

Ora alle parole devono seguire i fatti: la politica si sganci dai diktat finanziari dell’Europa dei banchieri e riveda in profondità il meccanismo del Patto di stabilità, scorporando almeno dal computo quei settori particolarmente sensibili (viabilità, sociale, trasporti) che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Il ‘Governo del fare’ di Letta e company, a parte qualche dichiarazione pur importante, non ha prodotto ancora nulla su questo fronte, proprio mentre sale la pressione e la protesta degli amministratori locali, di ogni parte politica, davanti ad una situazione che mette tutti nell’impossibilità di dare risposte ai cittadini su vari fronti. Una situazione che, è bene ricordarlo, torna utile solo all’alta finanza e alle grandi banche che, come obiettivo, hanno quello di mandare in default programmato tutte le Province e una parte considerevole dei Comuni per poi ‘papparsi’ il loro patrimonio a prezzi di saldo”.

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