Prima tornata elettorale, Ruspolini, mirabolanti interpretazioni dei politici

L'ex leghista ne ha per tutti, sua aspra critica nel post elezioni

Prima tornata elettorale, mirabolanti interpretazioni dei politici
Prima tornata elettorale, mirabolanti interpretazioni dei politici

Prima tornata elettorale, Ruspolini,
mirabolanti interpretazioni dei politici

In questi giorni, in relazione agli esiti della recente tornata di elezioni amministrative,  abbiamo potuto assistere a mirabolanti interpretazioni  ed equilibrismi politici degni della migliore tradizione circense italiana. Diversi attori protagonisti della scena politica nazionale e soprattutto regionale, sono stati direttamente impegnatinella prima tornata delle elezioni amministrative.


di Adriano Ruspolini
Vicesindaco di TodiAssociazione "Per l'Umbria" su obbligo di Green Pass per deputati


Come sempre accade in questi casi anche questa volta tutto si è svolto come da copione con ciascun esponente delle diverse forze politiche in campo impegnato a sottolineare il successo elettorale, la buona riuscita delle scelte fatte o quantomeno la classica “tenuta, nonostante una leggera flessione”.

E’ sempre colpa degli altri

La colpa di risultati fallimentari sempre comunque imputabile ad altri: la scelta poco felice di candidati “imposti” da qualche rappresentante di altri partiti della coalizione; le  mancate alleanze dovute a prese di  posizione preconcette.

In questo scenario di generale confusione, dove ciascuno cerca di far prevalere le proprie analisi pronto a sostenerle sfidando perfino la trasparenza della matematica, nella nostra regione non può passare inosservato il risultato catastrofico di quello che fino a nemmeno due anni fa era il primo partito in Umbria.

Misero risultato che si attesta intorno al 12-13%

In appena 23 mesi dalle elezioni regionali che hanno visto trionfare la coalizione di Centro Destra, la LEGA SALVINI PREMIER, primo partito della coalizione, ha lasciato sul campo mediamente una percentuale di consensi che supera il 30%, passando da percentuali “bulgare” del 42-43% ad un misero risultato che si attesta intorno al 12-13%.

Un’ecatombe di proporzioni bibliche

Un’ecatombe di proporzioni bibliche come questa, (a proposito di disfatte, viene difficile non ricordare l’ultima frase del bollettino di guerra 1268 del 4 novembre 1918 a firma del Maresciallo Diaz che riferendosi all’Esercito Austro-Ungarico recitava: “I resti di quello che fu uno dei più potenti eserciti del mondo, risalgono in disordine e senza speranza le valli che avevano discese con orgogliosa sicurezza”).

Quando un partito lascia sul campo circa il 66% dei propri consensi

Quando un partito lascia sul campo circa il 66% dei propri consensi in meno di due anni dovrebbe costringere tutti quelli che ai vari livelli si occupano di politica ad un momento di riflessione, ad una analisi puntuale e precisa delle cause che l’hanno determinata. Occorrerebbe scendere dal piedistallo dell’arroganza politica e della supponenza, fare un bel bagno di umiltà per poi rimboccarsi le maniche, chiedere scusa ai propri elettori, e ripartire correggendo la propria azione, in modo tale da evitare il ripetersi degli stessi errori in futuro (lessons learned, pratica sconosciuta alla nostra politica).

Nella nostra regione, a fronte di quello che dovrebbe essere un “must” della democrazia, un gesto di rispetto e di dignità (illustre sconosciuta nella maggior parte del panorama politico italiano) verso i propri elettori, prima ancora che verso se stessi, ovvero l’immediato annuncio delle proprie irrevocabili dimissioni, non un singolo responsabile di partito, ma di fatto, l’intera catena decisionale ed organizzativa ha dato l’ennesima prova di presunzione e tracotanza politica senza precedenti.

Una rappresentazione quasi teatrale ai limiti del grottesco tutta incentrata su un rimpallo di responsabilità tra esponenti dei vari partiti della coalizione, con l’autocelebrazione di se stessi, e l’assoluzione da ogni responsabilità.

E’ tipico di certa politica mediocre, sottendere la conclusione che tutto sommato la responsabilità della catastrofe è dei brutti e cattivi cittadini che non hanno capito “il progetto politico” così genialmente proposto.

I cittadini sono molto più accorti di quel che sembra

Queste elezioni invece, a nostro avviso, non fanno che confermare quanto già emerso nelle precedenti occasioni elettorali. I cittadini sono molto più accorti, attenti e preparati di quanto i politici di turno pensano di percepire. Le persone oggi sono perfettamente in grado di scindere le idee (che condividono) da coloro che si propongono per rappresentarle. In sostanza la gente riesce perfettamente a comprendere quando il candidato, seppur del partito che sente affine alle proprie idee, non è in grado di rappresentarle.

Accade così che le alchimie messe in campo da coloro che organizzano e controllano i partiti politici, si traducano, nella realtà, in sonore bastonate elettorali. Per tali personaggi il viale del tramonto si sta rapidamente trasformando in una rovinosa discesa. Non ne sentiremo la mancanza! Pensare che in questo “delirio di onnipotenza autoreferenziale collettivo”, tra la dirigenza regionale della Lega Salvini Premier, c’è chi ancora non pienamente consapevole della sonora bocciatura uscita dalle urne, continua a reclamare posizioni di responsabilità amministrativa in regione, oppure chi continua a sommare incarichi su incarichi come un novello Marchese del Grillo.

2 Commenti

  1. Il delirio di onnipotenza è il cancro della politica italiana di questi anni per destra e sinistra; la causa è, a mio avviso, legata alla figura del” principe ” e non più alla singola , collaudata ideologia di partito o schieramento politico.

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