PERUGIA, Dichiarazioni Flamini/Prc sull’Istruzione

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(umbriajournal.com) PERUGIA -Rifondazione comunista di Perugia ritiene che sul tema dell’istruzione pubblica le misure del governo, annunciate guarda caso in concomitanza con il nuovo anno scolastico, siano del tutto insufficienti. Il ministro Maria Chiara Carrozza ad una recente iniziativa Perugia avrebbe dichiarato, nel tentativo di rassicurare gli studenti, che “dopo i decreti sulla scuola penseremo all’Università”. Ecco, penso che per quanto riguarda il nostro ateneo, già abbondantemente nel caos, c’è davvero di cui preoccuparsi. Entrando nel merito dei provvedimenti, infatti, l’azione propagandistica del governo emerge  con molta evidenza.  Intanto, rispetto agli stanziamenti annunciati, quattrocento milioni in tre anni, occorre ricordare che negli ultimi cinque anni, a partire dalla legge 133 del 2008, alla scuola pubblica sono stati tagliati circa 10 miliardi. Seppur modesta, si potrebbe pensare di essere comunque di fronte ad un’inversione di tendenza. Invece il governo prevede di utilizzare le risorse annunciate per consolidare il quadro della legge 133, cioè la legge che ha fatto da apripista alla controriforma Gelmini.

 

Sul fronte del precariato è sicuramente positiva la stabilizzazione di  26.000 insegnanti di sostegno: si tratta in verità del rispetto di un fondamentale principio di civiltà. Il problema è che per tutti gli altri insegnanti con contratto annuale, precari che garantiscono il funzionamento della scuola pubblica, non si va oltre  il ripristino del turn-over previsto per i prossimi tre anni, non si va oltre una “stabile precarietà”.  Gli 8 milioni per i libri di testo o i 15 milioni per il “welfare scolastico” rappresentano poi una piccolissima parte di quanto sulle stesse voci è stato tagliato negli ultimi anni. Per quanto riguarda il personale ATA, già molto carente per stessa ammissione di Letta, se ne riparlerà forse a gennaio.

Ecco perchè pensiamo che per porre all’ordine del giorno dell’agenda politica i veri e tanti problemi che affliggono la scuola pubblica sia imprescindibile non lasciarsi abbindolare dalla propaganda delle larghe intese e rilanciare un movimento per abrogare la controriforma Gelmini.

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