PERUGIA, CONGRESSO PD, MARINELLI: “LAVORIAMO PER UN PD AUTONOMO E RAPPRESENTATIVO”

PD

bandiera-pd(umbriajournal.com) PERUGIA – “I giorni che ci separano dall’assemblea congressuale saranno ovviamente densi. Il primo auspicio è che la discussione di queste ore avvenga nella massima trasparenza e nelle sedi opportune”. Sono le parole di Valerio Marinelli, candidato alla segreteria provinciale del Pd di Perugia, che aggiunge: “L’autonomia politica del partito e di ogni suo dirigente, valore irrinunciabile, passa dalla chiarezza delle posizioni e dalla nitidezza degli obiettivi. Troppo spesso, invece, le ambiguità hanno reso il concetto di autonomia vago e fumoso; oggi è necessario rinnovarlo nella pratica, altrimenti muore in una stantia e consumata retorica. Inoltre, se dalla crisi economica e sociale non si può uscire se non uniti in un quadro solidale, allo stesso modo le difficoltà del Partito Democratico non potranno essere superate se prevarranno egoismi e interessi di parte. Si coglie in tal senso tutta l’importanza di non buttare alle ortiche una chance di collegialità in grado di ricomporre le divisioni attuali. Una ricomposizione unitaria del partito non annulla le differenze del ricco pluralismo interno, bensì le esalta. La stessa discussione politica ne trae giovamento: anziché discutere di alleanze e lotte, degli amici e dei nemici, si può così- finalmente- parlare dei problemi dei cittadini e dei territori.

Il congresso è fatto per scegliere non solo un segretario, ma anche- e direi soprattutto- soluzioni utili alle persone che non frequentano le stanze di partito. Occorre, allora, confrontarsi e decidere l’identità di una proposta forte del Pd in vista del prossimo voto amministrativo, finalizzata a valorizzare specificità e vocazioni del territorio dentro un’ottica coerente, integrata e comune di profilo regionale”. “Il Pd – ancora Marinelli non si è sempre dimostrato valido punto di riferimento dei più deboli: giovani disoccupati e precari, lavoratori subordinati, il mondo della microimpresa hanno bisogno di ritrovare un soggetto politico che sia forza motrice (e rappresentativa) del cambiamento. Parlare di noi stessi a noi stessi significherebbe abdicare alle motivazioni che hanno originato la scommessa del Pd. Una deriva alla quale non voglio arrendermi – conclude Marinelli – né da dirigente politico né da cittadino dell’Umbria”.

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