Nodino di Perugia, approvato a Palazzo l’ordine del giorno del Centrosinistra

gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia, Rete Civica Giubilei

 
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Nodino di Perugia, approvato a Palazzo l'ordine del giorno del Centrosinistra
sarah bistocchi

Nodino di Perugia, approvato a Palazzo l’ordine del giorno del Centrosinistra

Approvato dal consiglio comunale con 20 voti favorevoli e 9 astensioni l’ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Partito Democratico, Idee Persone Perugia, Rete Civica Giubilei,  su criticità e soluzioni alternative al “Nodino di Perugia”

A illustrare l’atto è stata la consigliera Pd Elena Ranfa, che ha ricordato come con una nota diffusa a mezzo stampa (ANSA del 26/11/2020), l’Assessore regionale alle infrastrutture Enrico Melasecche abbia comunicato che il Ministero delle Infrastrutture e trasporti ha accolto la richiesta della Regione Umbria ed ha autorizzato l’Anas a redigere il progetto definitivo del cosiddetto “Nodino di Perugia”, cioè, il tratto di strada che costituisce parte dell’itinerario del c.d. “Nodo di Perugia” (Corciano-Madonna del Piano-Collestrada), già in passato inserito tra le opere di Legge Obiettivo.

“Oggi l’opera, basata su un progetto del 2003, viene individuata come strategica dalla Regione, -sostengono i proponenti- e l’Assessore Melasecche comunica che il Ministero, con nota del giugno 2020, ha accolto la richiesta della Regione esprimendo il proprio assenso alla progettazione da parte di Anas. Con nota del 14 gennaio 2021 la direzione generale strade del Mit ha chiesto di predisporre  un documento delle possibili alternative progettuali, documentazione che tuttavia non risulta prodotta.”

Secondo i consiglieri le opere ipotizzate nel progetto determinerebbero lo stravolgimento di numerose sorgenti e delle falde acquifere oltre al peggioramento dell’inquinamento acustico e atmosferico, con inevitabile ricaduta sulla vegetazione e sui flussi migratori tra l’ansa degli Ornali delTevere e il bosco. Inoltre, non verrebbe salvaguardato il pregio del cono panoramico, con la sua particolare morfologia visibile da ogni punto stradale. Ed ancora, il borgo medioevale di Collestrada, il bosco autoctono, il patrimonio paesaggistico e naturalistico di valore inestimabile, il turismo culturale/religioso regionale (la via di San Francesco), rimarrebbero deturpate per decenni dalle massicce opere, specie la galleria artificiale, ipotizzate nel progetto.

“Si verificherebbe in sostanza -ha spiegato Ranfa- un impatto insanabile su zone agricole di pregio dove insiste un’agricoltura di eccellenza, accompagnata da una ricezione agrituristica di alto livello; infine attività economiche e produttive sarebbero fortemente penalizzate. Al contrario, le alternative rispetto al progetto possono essere molteplici, partendo da una riorganizzazione dei sistemi di trasporto pubblico urbani, con particolare attenzione alla ferrovia.”

In ragione di ciò nel dispositivo i consiglieri propongono di impegnare l’Amministrazione a partecipare con il Consiglio i propri intendimenti riguardo al progetto del nodino di Perugia; a valutare soluzioni alternative a un progetto così impattante, che sfruttino in maniera adeguata le sedi attuali, accanto a una ricognizione nonché riorganizzazione/implementazione di un sistema pubblico dei trasporti che sia più efficiente ed efficace; a farsi portavoce di soluzioni che rispondano ai principi di sviluppo sostenibile e attuino una transizione ecologica autentica (in linea con quanto richiesto dal piano Next Generation EU). Inoltre, si chiede che l’ente si faccia promotore presso la Regione e gli enti preposti, affinché vengano prese in considerazione ipotesi diverse, meno impattanti al fine di risolvere l’annoso problema del traffico e, infine, ad attivare un percorso partecipativo con i cittadini, in particolare con quelli residenti nei territori interessati dall’intervento.

Anche il capogruppo Giubilei ha ribadito che, rispetto ai costi economici, ma anche di sostenibilità ambientale, naturalistica e storica, i benefici del progetto non ne giustificano l’utilità. Al contrario, si tratta di un’opera ormai datata, basata su un progetto vecchio di vent’anni che non risponde più alle esigenze della città. Giubilei ha detto di aver apprezzato l’intervento del Sindaco Romizi in commissione, sottolineando tuttavia come il confronto sia nato solo grazie a un atto del centro sinistra. Ha quindi sollecitato la necessità di individuare alternative al nodino.

Anche il capogruppo della Lega Mattioni ha detto di aver condiviso l’intervento del Sindaco in Commissione, soprattutto per quanto riguarda la necessità di coinvolgere il capoluogo nella decisione di portare avanti un’opera così impattante per la città da parte della regione e di Anas. Ha, invece, espresso perplessità rispetto alle soluzioni proposte nell’impegno dell’ordine del giorno, e per questo ha annunciato l’astensione del suo gruppo sull’atto.

Stessa considerazione fatta da Giubilei è stata ribadita anche dal consigliere Zuccherini rispetto al fatto che non vi sia stata una effettiva partecipazione del progetto da parte della regione.

“Non è vero he che chi dice no al nodino è contrario al progresso, a favore dell’immobilismo della città, -ha aggiunto- così come è fondamentale che i fondi disponibili siano spesi per progetti sostenibili che possano portare risultati concreti e utili. Questa potrebbe essere  una grande occasione per sviluppare le infrastrutture della nostra città, con un ragionamento più ampio anche sul trasporto pubblico, e invece la stiamo perdendo.”

Il capogruppo IPP Croce ha, invece, ricordato le manifestazioni che si sono svolte ieri su questo tema, evidenziando che i cittadini non accettano un progetto calato dall’alto, che non tiene conto né dei tempi né delle esigenze dei cittadini stessi.

Critica sul metodo utilizzato dalla regione e sulla scarsa partecipazione del progetto si è detta anche la capogruppo M5S Tizi, per la quale il problema della mobilità è, senz’altro, uno dei maggiori della nostra città, di cui ha rallentato le potenzialità di sviluppo e turistiche, a fronte, peraltro, di un forte utilizzo del mezzo privato per gli spostamenti. “Se vogliamo in futuro una Perugia il cui sviluppo sia coerente -ha concluso- dobbiamo cercare di lavorare in tavoli permanenti con il coinvolgimento dei cittadini, i territori devono potersi esprimere, sia nei tavoli tecnici che in confronti pubblici.”

Appoggio all’ordine del giorno è stato espresso anche dalla consigliera Casaioli. “Sono più di vent’anni -ha sottolineato- che si sta parlando di questo problema, ma non possono essere riproposte oggi soluzioni di vent’anni fa perché la situazione è cambiata. I soldi ci sono e  sono già stanziati e non sono quelli della Next Generation UE, ma del Cipe. Migliorare la qualità della vita dei nostri cittadini, anche dal punto di vista delle infrastrutture, deve essere l’obiettivo di tutte le forze politiche. Per questo, oggi ribadiamo la necessitò di trovare insieme una soluzione condivisa per l’area.”

Favorevole alla realizzazione del nodino, come primo passo per la realizzazione del Nodo di Perugia si è detta la consigliera Morbello, per la quale il problema non è solo nel tratto Collestrada – Ponte San Giovanni, ma in tutto il tratto della Perugia – Bettolle e della E45 che interessa il capoluogo. “L’eccessiva concentrazione di traffico pesante non è più tollerabile anche per una questione di sicurezza, -ha spiegato- e l’unica soluzione è la realizzazione di tutta l’infrastruttura Nodo di Perugia, che non non avremo mai senza il nodino.” Morbello ha, tuttavia, precisato che è necessario l’aggiornamento del progetto e una più significativa partecipazione dello stesso con i cittadini. Per questo ha rinnovato la richiesta di un consiglio aperto sul tema, a cui possano partecipare i cittadini e le categorie produttive. “La mia sensibilità rispetto alla tutela dell’ambiente -ha concluso- non mi rende miope, Perugia ha bisogno del Nodo e, quindi, del Nodino.”

Concordi con l’intervento della consigliera Casaioli si sono dette sia la capogruppo Bistocchi che la consigliera Ranfa, che hanno tenuto a ribadire la necessità di una voce unanime del consiglio comunale, a vantaggio di tutta la città. Al termine, la votazione si è conclusa con i voti favorevoli dei consiglieri di Progetto Perugia, Perugia Civica e riformista, Forza Italia, Blu, Rete Civica Giubilei, PD, Idee Persone Perugia, Italia Viva e della capogruppo M5S Tizi. Astenuti invece, i consiglieri leghisti Mattioni, Ricci, Valigi, Casaccia e Bonifazi , i consiglieri di FdI Mencaglia, Nannarone e Giustozzi, e la consigliera pentastellata Morbello.

 

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