Morbello, M5s, bacchetta il sindaco sul turismo e non solo, Perugia merita di più

Morbello, M5s, fa le “pulci” alla Amministrazione comunale di Perugia

Nel Consiglio di lunedì scorso, in più di un’occasione, Signor Sindaco, Le ho sentito “oggi è meglio o peggio di prima?”, con lo spirito di paragonarsi alla precedente amministrazione. Ma la precedente amministrazione è stata la Sua.

Lei amministra questa Città ormai da 6 anni. Ha avuto tutto il tempo per correggere gli errori di chi l’ha preceduta. E non c’è riuscito. Vorrei, invece, che il Suo sguardo fosse rivolto al futuro, al futuro della nostra Città e che si affranchi dal retaggio del passato.

Le linee di programma per i prossimi anni dovrebbero partire dall’ascolto. Dal coinvolgimento di cittadini, categorie, associazioni, comitati. In sintesi dalla partecipazione. Aspetto sul quale questa amministrazione è particolarmente carente.

Solo per fare un esempio, lavorando in centro spesso vengo fermata da turisti che mi chiedono: “Cosa c’è da vedere a Perugia?”.

Eppure, la prima richiesta delle associazioni di categoria è quella di dare adeguate informazioni ai visitatori. Dopo 6 anni questa Amministrazione ancora non è riuscita a soddisfare questa basilare esigenza. La nuova segnaletica che Lei ha adottato è carente e lacunosa, ad esempio manca addirittura l’epoca di edificazione dei monumenti.

Manca una vera accoglienza.

Talvolta, i turisti lasciano Perugia senza aver visto il complesso di San Francesco al Prato o scattato una foto dalla splendida veduta di Porta Sole.

Perugia merita di più.

Nello stesso tempo si continua a costruire centri commerciali, a consumare suolo e a tagliare alberi. Su questo punto tornerò in seguito.

Per quanto concerne il bilancio, ho già sottolineato più volte che l’approccio ragionieristico denota l’inadeguatezza delle misure, di ordinaria amministrazione, messe in campo.

I perugini sono stati già fin troppo tartassati e non è giusto che continuino a pagare per le inefficienze della politica.

Le tasse e le tariffe comunali sono troppo alte. L’aliquota comunale IRPEF è al massimo.

Nonostante le raccomandazioni della Corte dei conti, si continua a brancolare nel buio. Come ho già detto in passato, sono fermamente convinta che le casse del Comune possano essere risanate solo con un robusto sviluppo economico.

Sviluppo economico che richiede una completa revisione delle linee programmatiche di questa giunta. Si dovrà ripartire da Perugia per rilanciare l’Umbria.

Si dovrà intervenire con la creazione di tavoli di esperti anticrisi, creando un collegamento diretto fra imprenditori, commercianti e artigiani con l’Assessore di riferimento e con MISE ed altri uffici nazionali ed europei, competenti in materia di finanziamenti pubblici, salvaguardia del livello occupazionale, tavoli di risoluzione delle crisi.

azioni concrete

Lei Signor Sindaco ha parlato di “azioni concrete”, ma dalla lettura del suo programma non riscontro una visione di pianificazione concreta, ma solo progetti estemporanei.

Perugia, città d’inestimabile patrimonio architettonico, con le sue due eccellenti Università, insieme all’Accademia delle Belle Arti e al Conservatorio di Musica, dovrebbe attirare studenti da tutto il mondo ma dopo il calo subìto per i noti fatti di cronaca, quale azione concreta ha intrapreso questa amministrazione per consentirne il rilancio in tutti questi anni?

Gli studenti universitari mi segnalano che non hanno mezzi idonei alle loro necessità e chi viene da fuori Perugia, spesso è costretto a rinunciare alle lezioni pomeridiane per mancanza del trasporto pubblico per tornare a casa. L’unica opzione, per chi può, è quella di usare mezzi propri con alti costi di parcheggio e traffico.

Il problema dell’isolamento della nostra città, è ben più ampio di quanto lo si rappresenti, e si allarga a livello regionale. Perugia, quale capoluogo, deve farsi carico di istituire tavoli con ANAS, Regione e Governo per trovare soluzioni ed avviare un massiccio piano di infrastrutture.

Tutti i giorni, tutti vedono che le strade, con la sua amministrazione, sono rimaste un colabrodo. Piene di buche.

Approfitto dell’occasione per chiederle di intervenire subito, oggi stesso, per far chiudere le buche che si sono formate sotto la galleria Kennedy dove passano i ragazzi con le moto per andare a scuola. Ci sono delle voragini pericolosissime che vanno chiuse immediatamente.

Questa avrebbe dovuto essere una delle prime azioni da intraprendere, ma così non è stato.

Sulle infrastrutture, essendo necessario l’intervento di altri Enti e del Governo, la sua timidezza politica è un limite per Perugia. La Città ha bisogno di una visione massimalista e di azioni decise.

Nelle nostre periferie operano associazioni a cui va riconosciuto il merito di custodire i nostri borghi e di mantenere vive le nostre tradizioni. Associazioni territoriali e sportive che vanno aiutate concretamente, anche in termini economici.

Senza parlare della manutenzione delle aree verdi. Erbacce e cespugli rendono marciapiedi (dove ci sono), percorsi pedonali e molte zone, impercorribili e indecorose.

Non è certo questo il modello di tutela delle periferie e del verde pubblico da seguire. Così come vanno sostenute le associazioni che si occupano di cultura, per l’alto valore formativo e sociale. La sua azione non tiene conto in modo adeguato del fondamentale ruolo che esse svolgono.

Passando ad un altro tema sensibile, nelle sue linee programmatiche nulla trovo circa il reddito di cittadinanza e di pensioni.

Invito, quindi, il Sindaco ad attuare il Patto per il Lavoro e il Patto per l’inclusione sociale, per i progetti utili alla collettività. Invito altresì il Sindaco a coinvolgere nella gestione di questi patti gli operatori del terzo settore.

Mi preme ulteriormente tornare sull’obiettivo “consumo di suolo zero”. Non è solo una locuzione oggi di moda.

Dovranno essere fatte scelte atte a riqualificare immobili e quartieri o a demolire per ricostruire, per consentire agli imprenditori edili di uscire dalla crisi ed ai cittadini di vivere in luoghi sicuri, decorosi ed ecosostenibili. Riqualificare, non dovrà però significare costruire aree commerciali, invito la Giunta a valutare piuttosto luoghi di incontro e di socialità.

Non c’è stata condivisione con i cittadini sulla scelta di come destinare i luoghi del centro storico, il mercato coperto, con la sua terrazza panoramica, ad esempio, è patrimonio innanzi tutto, dei perugini.

Anche il progetto della cittadella giudiziaria va ridiscusso e rivisto alla luce degli importanti studi che sono stati fatti in passato dall’Università.

Lo stesso vale per Monteluce, che costituisce tutt’altro che una rinascita. Va anche perfezionata la mappatura delle zone in cui risulta la presenza di amianto al fine di bonificarle e riqualificarle.

Deve essere, inoltre, attivata una campagna specifica per incentivare e promuovere il reddito energetico.

Nulla sulle società partecipate del Comune di Perugia. Tema sensibile e di particolare interesse. Quelle non virtuose, agendo laddove necessario, con i vigenti strumenti normativi, vanno riviste completamente.

Una società civile deve avere come priorità il raggiungimento del benessere individuale perché solo così si otterrà una collettività sana, armonica e coesa.

Altro tema da mettere in primo piano è quello del terzo settore che, a mio avviso, rappresenta una dimensione fondamentale a cui la comunità cittadina deve moltissimo.

È un mondo vicino al dolore, alla malattia, a problemi sociali ed al sostegno umano, che vive ogni giorno silenziosamente e con infinita dignità. È una realtà che non deve sentirsi mai sola e che va sostenuta concretamente con ogni mezzo.

Le sue linee programmatiche su questo settore sono scarse e lacunose.Basta parlare con gli operatori per rendersi conto che la disabilità più grande, a mio avviso, è l’indifferenza.

Dovremo partire dal sostegno alla domiciliarità, in un’ottica di libertà di scelta tra gli strumenti disponibili con obbligo, per l’Ente, di monitorare i risultati dell’eventuale presa in carico.

Dobbiamo continuare la lotta alle dipendenze mettendo in campo tutti gli strumenti di cui dispone il Comune e prestare grande attenzione al fenomeno del bullismo.

Il livello di civiltà di una società si stima anche in considerazione del benessere degli animali domestici, il cui ruolo è ormai centrale nelle famiglie, nonché in ambito medico. Il Comune dove coinvolgere associazioni e istituzioni che operano in tale settore per una città Pet-Friendly.

L’Acqua è un bene naturale e un diritto umano universale e fondamentale. Come cittadina, ancor prima che Consigliere, vorrei che il mio Comune, anche modificando lo Statuto, inserisca il Diritto Fondamentale all’acqua ed il principio della proprietà e gestione pubblica del servizio idrico integrato, stabilendo un minimo vitale giornaliero gratuito per persona.

Infine, non posso non rimarcare che a Perugia c’è un evidente bisogno di sicurezza. La responsabilità però non è più dell’amministrazione di centro-sinistra di sette anni fa, come lei continua a lasciar intuire dai continui riferimenti al passato, ma dell’attuale maggioranza di centro-destra che governa la Città ininterrottamente da oltre sei anni.

Alcune zone di Perugia sono indiscutibilmente fuori controllo. I cittadini hanno paura di attraversarle a piedi anche in pieno giorno.

Per concludere, ho trovato molto sommarie le linee guida e, a mio avviso, poco rispondenti alle reali necessità di Perugia e dei perugini, prive di quello slancio ambizioso che possa innescare circoli virtuosi per disegnare il futuro della nostra città.

La nostra identità è un’armonia di luoghi, simboli, mura, borghi, tradizioni, suoni ma non solo, la nostra identità è anche la capacità di crescere attraverso l’ascolto della nostra comunità.

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