Legge elettorale regionale, le Democratiche umbre: “Si garantisca la parità”

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(umbriajournal.com) PERUGIA – “Le Democratiche dell’Umbria ritengono necessario e improcrastinabile portare a compimento, anche in Umbria, un significativo processo di riforme istituzionali al fine di modernizzare e adeguare alle esigenze politiche e sociali del momento la nostra Regione, a partire dall’elaborazione di un nuovo modello di legge elettorale regionale”. Così Stefania Fiorucci, portavoce delle Democratiche della provincia di Perugia, Roberta Isidori, portavoce delle Democratiche della provincia di Terni, Tiziana Capaldini, portavoce delle Democratiche di Perugia, e Nicoletta Valli in occasione della conferenza stampa sulla legge elettorale regionale svoltasi questa mattina a Perugia. “La discussione sulla riforma elettorale regionale – hanno detto – ha interessato, in un percorso di condivisione e confronto iniziato all’incirca un anno e mezzo fa, anche le donne del Pd umbro, che hanno ravvisato la necessità di perseguire obiettivi fondamentali, tra i quali quello di una migliore rappresentanza territoriale e di genere. L’attuale composizione del Consiglio regionale umbro, nel quale le elette rappresentano soltanto il 16,1%, è davvero poco rassicurante e, comunque, in netto contrasto con i principi anche costituzionali in materia di pari opportunità”. “La democrazia paritaria rappresenta – dunque – uno degli obiettivi principali delle donne del Pd, soprattutto in considerazione del fatto che l’Italia è tra i paesi meno virtuosi in materia di rappresentanza di genere e si colloca all’80esimo posto nella classifica mondiale sul gender gap”.

“A questo proposito – assicurano le Democratiche – a livello nazionale, alcuni passi in avanti sul fronte legislativo sono stati fatti, in primis con l’approvazione, lo scorso novembre, della legge n. 215, volta a promuovere il riequilibrio delle rappresentanze di genere nei consigli e nelle giunte degli enti locali e nei consigli regionali, con l’intento di “garantire” (e non più solo “promuovere”) la presenza di entrambi i sessi nelle giunte e negli organi collegiali e non elettivi, che introduce. La legge introduce nella legislazione elettorale dei consigli comunali con popolazione superiore ai 5.000 abitanti e dei consigli circoscrizionali alcune importanti misure, tra le quali una quota di lista, in virtù della quale nessuno dei due sessi può essere rappresentato nelle liste in misura superiore ai due terzi delle candidature, e la doppia preferenza di genere, per la quale è possibile esprimere due voti di preferenza, purché siano candidati di sesso diverso della stessa lista”.

Certo, “il ricorso a meccanismi di quote non è certo gratificante – sottolineano le donne Pd – e ci si aspetterebbe che una società matura scegliesse autonomamente di farsi rappresentare anche dalle donne”, ma in attesa “di una rivoluzione culturale in tal senso, la nuova normativa – si è fatto notare – ha prodotto i suoi effetti già nelle recenti elezioni amministrative. Su questo fronte, pertanto, non è più possibile tornare indietro e, dunque, se il Consiglio regionale umbro confermerà un modello elettorale per preferenze, si renderà assolutamente necessario introdurre, anche per questo livello, la doppia preferenza di genere per riequilibrare in termini di rappresentanza tra generi la massima assemblea elettiva della comunità regionale”. E’ evidente, invece, che “se si dovesse optare per altri sistemi elettorali, quali ad esempio quello per collegi uninominali, non si potrà non tener conto, nella scelta delle candidature, di una adeguata rappresentanza dei due generi”. Ultimo punto, non per importanza, della conferenza stampa delle Democratiche, il tema “listino”.

“Quanto al cosiddetto ‘listino’ – sottolineano – le Democratiche concordano con chi, in questi mesi, ne ha chiesto l’abolizione, ritenendo che rappresenti un fattore di distanza tra gli elettori e la politica. Tuttavia, qualora l’attuale assemblea legislativa ritenga, al contrario, di doverlo mantenere, lo stesso non potrà che prevedere candidature paritarie in posizione di alternanza”. Su questi temi le Democratiche dell’Umbria “intendono chiedere il sostegno anche delle donne delle altre forze politiche – l’annuncio dato in Conferenza – certe che il tema della democrazia paritaria sia assolutamente trasversale e incontri le sensibilità di tutte”. Inoltre, in vista della tornata elettorale amministrative del prossimo anno, che coinvolgerà la maggior parte di comuni umbri, le Democratiche saranno impegnate in una campagna di sensibilizzazione e di diffusione sui territori del contenuto della legge 215.

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