Contro ‘Ndrangheta, Maria Cristina Morbello, contrapporre la cultura del diritto

 
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Contro 'Ndrangheta, Maria Cristina Morbello, contrapporre la cultura del diritto

Contro ‘Ndrangheta, Maria Cristina Morbello, contrapporre la cultura del diritto

La nostra terra.
La terra di San Francesco.
La terra del Santo della Pace.
La terra di San Benedetto.
La terra della regola benedettina “Ora et labora”.
Va difesa senza esitazioni e con coraggio.

Alla legge del sangue delle mafie dobbiamo contrapporre, con tutte le nostre forze, la cultura del diritto.
Perugia, la città dello studium di Bartolo da Sassoferrato, la cui opera ha rappresentato uno dei punti più alti del pensiero giuridico, non può consentire di essere infangata da chi si pone fuori dalla legalità.
Sul piano giudiziario, va sostenuto l’indefesso lavoro della Magistratura inquirente e delle Forze dell’ordine, alle quali va un plauso e un sentito ringraziamento.

Sul piano etico e politico, invece, la reazione deve essere ferma e coraggiosa.
Una reazione, ripeto politica, che parta dalla presa d’atto di un fallimento.
Il fallimento sulla sicurezza dei cittadini.

A questo punto, senza timore di essere smentita, posso parlare di fallimento in termini di sicurezza reale.
Cosa c’è di più reale della ‘ndrangheta?!

Una delle organizzazioni criminali più pericolose al mondo.
La mafia, come la ‘ndrangheta, è caos e rappresenta per una società quello che per il corpo umano rappresenta l’unica malattia caratterizzata dal caos: il cancro.
Una struttura tentacolare pericolosa per la sicurezza personale di tutti noi, un male per la comunità che va immediatamente estirpato.

Va anche ammesso un altro fallimento, quello rappresentato dal tracollo economico degli ultimi anni.
Dal report economico e sociale dell’Umbria 2018-2019, realizzato dall’Agenzia Umbria Ricerche, emerge che il rapporto tra il PIL umbro e quello nazionale ha raggiunto gli stessi livelli negativi del dopoguerra.
In dieci anni il PIL reale umbro è calato del 15,6%.

Se a questo fallimento aggiungiamo i danni, diretti ed indiretti, che le infiltrazioni mafiose possono provocare al tessuto economico di una società, il colpo per la nostra regione e per la nostra città può essere letale.

Quello che voglio dire è che la ‘ndrangheta per l’economia rappresenta quello che per un campo di grano rappresenta la gramigna.

Una pianta infestante da sradicare.
Fatte queste doverose premesse, poiché per gli aspetti giudiziari, come ho già detto e come intendo rimarcare, dobbiamo essere prudenti ed avere fiducia nel lavoro della magistratura, tutti noi, in qualità di politici locali, dobbiamo comunque domandarci: cosa possiamo fare in termini etici e politici?!
In primis, a mio avviso, mettere subito in chiaro che il Comune di Perugia si costituirà parte civile per tutelare la reputazione e l’immagine della città e dei suoi cittadini onesti.

Ricordiamo tutti i danni provocati dalla narrazione “Perugia capitale della droga” e da altri gravi fatti di cronaca.

Il tracollo dell’economia della città, rappresentato plasticamente dal calo delle iscrizioni all’Università di Perugia e all’Università per Stranieri, è anche dovuto all’incapacità della classe politica dell’epoca di difendere Perugia e le sue istituzioni attraverso i mass media, e giudizialmente nelle aule dei tribunali.
Non vanno più commessi gli errori del passato.
Perugia va difesa!

Morbello Maria Cristina, Movimento 5 Stelle

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