Adhd, approvati in Commissione i primi sei articoli della proposta di legge

La legge - ha spiegato il suo proponente Giacomo Leonelli (PD) - si prefigge lo scopo di aiutare le famiglie i cui figli sono alle prese con un disturbo attualmente non ricompreso in nessuna normativa specifica, né nazionale né regionale. Prevede inoltre che i servizi dello specifico Centro regionale per l’Adhd, istituito nell’Usl Umbria 2, siano estesi anche all’età adulta

Approvati in Commissione i primi sei articoli delle proposta di legge del Consigliere del Partito Democratico Giacomo Leonelli sull'assistenza alle persone afflitte da Adhd
Approvati in Commissione i primi sei articoli delle proposta di legge del Consigliere del Partito Democratico Giacomo Leonelli sull'assistenza alle persone afflitte da Adhd

Adhd, approvati in Commissione i primi sei articoli della proposta di legge

La Terza commissione consiliare, presieduta da Attilio Solinas, ha approvato i primi sei articoli della proposta di legge “Disposizioni in materia di disturbo da Deficit di attenzione e iperattività” (Adhd – Attention deficit hyperactivity disorder), di iniziativa del consigliere del Partito democratico Giacomo Leonelli.

“La proposta di legge – ha spiegato Leonelli – si prefigge lo scopo di aiutare le famiglie i cui figli sono alle prese con un disturbo attualmente non ricompreso in nessuna normativa specifica, né nazionale né regionale. Prevede inoltre che i servizi dello specifico Centro regionale per l’Adhd, istituito nell’Usl Umbria 2, siano estesi anche all’età adulta”. Nel testo di legge si prevedono anche sostegni economici alle famiglie.

Nei primi sei articoli approvati dalla Commissione sanità dell’Assemblea legislativa si definisce il disturbo dell’Adhd quale “patologia invalidante che determina un’alterazione precoce e globale di tutte le funzioni essenziali del processo evolutivo”. La Regione promuove la piena integrazione sociale, scolastica e lavorativa delle persone affette da tale disturbo ed istituisce un Coordinamento regionale tra assessorato alla Salute, Unità sanitarie locali, Ufficio scolastico regionale, associazioni dei familiari, nonché un Comitato tecnico scientifico quale organo consultivo della Regione. Coinvolti diversi specialisti dell’età evolutiva, della psichiatria, pediatri di libera scelta e medici di medicina generale.

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