Narni, Luci della Ribalta: domani serata di gala a chiostro Sant’Agostino

Narni, Luci della Ribalta: domani serata di gala a chiostro Sant’Agostino

Ci si avvicina al finale per l’edizione 2021 del festival Luci della Ribalta, organizzato dall’associazione Mozart Italia sede di Terni, in collaborazione con il Comune di Narni e la Fondazione Carit. Per il finale del festival, la presidente dell’Associazione Mozart Sede di Terni e Direttore Artistico del festival Anais Lee ha scelto di riservare tre luoghi unici, per tre eventi speciali che lasceranno a bocca aperta i partecipanti, immergendoli in paesaggi estremamente suggestivi. Questo il comunicato diffuso dall’organizzazione:

“Il 26 Agosto alle 21.00, il pubblico è invitato al Chiostro di Sant’Agostino, complesso del 1400 con belvedere sul paesaggio sottostante, che ospiterà il Gran Galà del festival, un omaggio ad Astor Piazzolla eseguito da artisti come Anna Gomà, Jacqueline Ross, Luca Pincini o Dave Eggert, tra gli altri.

La serata non comprenderà solo musica, ma vedrà anche una celebrazione di Dante, con la sfilata “E Quindi Uscimmo a Rivedere le Stelle”, con le creazioni di Roberto Michelini dell’Associazione Culturale ARTEM. La serata vedrà anche la partecipazione del ballerino Valerio Ceccarelli, che proporrà nuove coreografie.

Ci si trasferirà a Montoro da Narni alle 21.30 del 27 per “Le Nozze di Figaro – Da Beaumarchais a Da Ponte”, uno spettacolo a cura di Anais Lee, con la regia di Matteo Mazzoni, che coinvolgerà tutto il borgo, uno dei più importanti castelli del comprensorio narnese, per una visione particolare e fresca della storia che nacque romanzo e venne poi impressa per sempre nella storia da Mozart. Ospite specialissimo, il doppiatore e artista Luca Violini, che sarà parte integrante dello spettacolo in veste di narratore.

A seguire, si potrà brindare con gli artisti nelle vie di questo particolarissimo borgo. Palazzo Mazzancolli, costruito dall’omonima famiglia nella prima metà del XV secolo e da sempre uno dei più fulgenti esempi di architettura medievale a Terni, attualmente sede dell’Archivio di Stato, ospiterà “Mozart Mon Amour” il 28 Agosto alle 21, invece, spettacolo che si presenta come un susseguirsi di sorprese ed emozioni, in onore dell’immortale artista a cui l’Associazione si ispira. Il ritmo della serata sarà anche dettato dagli intermezzi recitati, scritti da Matteo Mazzoni e a cura di Anais Lee, ed interpretati dai diversi attori in residenza al festival.

L’inizio della seconda settimana di festival è stato incredibilmente suggestivo, a detta del pubblico, con le due punte di diamante del 21 agosto e del 23. Il 21 agosto il festival si è spostato in alto, per la precisione sul belvedere della Rocca Albornoz, con “L’Eterno Suono delle Stagioni tra ‘Interminati Spazi e Sovrumani Silenzi’”, una serie di performance che hanno coinvolto i vari artisti del festival, tra ballerini (coreografati da Valerio Ceccarelli), ensemble di trombe diretto dal M° Giuliano Sommerhalder, e i violoncellisti di David Eggert. Una cornice veramente suggestiva che straordinariamente, invece che dalle piazze, ha riempito Narni di musica dall’alto.

Non sarebbe stata una serata così speciale, però, se ci fosse stato solamente un concerto. Al termine della performance, il pubblico è stato invitato a dirigersi all’interno del chiostro della Rocca per un ulteriore concerto, dal sapore più intimo e con le atmosfere della notte a fare da compagnia, tenuto dal quintetto di eccellenti clarinettisti composto da Aron Chiesa, Mario De Meo, Daniele Dian, Aldo Botta e Irene Tiberini, per un finale veramente intenso.

Successivamente al concerto, Giuseppe Alcini e La Rocca di Narni – Wedding & Events hanno pensato ad intrattenere i presenti, con un buffet all’aria aperta sotto il cielo stellato del chiostro. Serata diversa quella del 23, invece, che ha messo in luce la forte connessione tra il festival e l’Istituto Culturale Coreano in Italia, con la proiezione di “Little Forest”, alla presenza del Direttore dell’Istituto, Choong Suk Oh.

Il pubblico di Narni ha avuto modo di incontrare e di rimanere affascinato dalla società rurale della Corea del Sud, in una storia che ha unito meravigliosi scorci, mille curiosità sulla cucina coreana di ogni tipo, ed una coinvolgente storia sul rapporto sfuggente tra la protagonista del film e sua madre.

Il film di Im Sun-rye ha raccolto un ampio consenso di pubblico, rientrando perfettamente nello spirito del festival, che da sempre cerca di far avvicinare quante più persone possibili a dei mondi che non conoscono, musicali e non solo”.

 
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