Regione Umbria, approvati assestamenti di bilancio e rendiconto finanziario

 
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Regione Umbria, approvati assestamenti di bilancio e rendiconto finanziario

La Prima Commissione consiliare, presieduta da Daniele Nicchi, ha approvato l’Assestamento del bilancio di previsione 2020-2021-2022 dell’Assemblea legislativa (con l’astensione del M5S) e l’Assestamento del bilancio di previsione della Regione Umbria 2020-2022 (voti favorevoli di Lega e Fdi, astenuto Pd, contrario M5S). Inoltre la Commissione ha approvato all’unanimità il Rendiconto 2019 dell’Assemblea legislativa, e ha approvato il Rendiconto 2019 della Regione Umbria (voti a favore di Lega e FdI, astenuto il Pd, contrario M5S). Ha partecipato alla seduta l’assessore Paola Agabiti che ha spiegato come, pur in un momento di forte crisi, l’assestamento punta su responsabilità, razionalizzazione, efficienza ed efficacia, ricordando come le riprogrammazioni dei fondi europei siano state determinanti per sostenere il territorio. Inoltre, ha sottolineato il problema dello squilibrio strutturale dei trasporti.

Il presidente NICCHI, nel corso della riunione che si è svolta ieri pomeriggio in videoconferenza dalla Sala Brugnoli di Palazzo Cesaroni, ha spiegato che “gli atti andranno probabilmente in Aula la prossima settimana, forse il 26 novembre. I tempi sono stretti, ma il giudizio di parifica della Corte dei Conti è arrivato in questi giorni. Quindi la Commissione ha deciso che gli emendamenti verranno presentati direttamente in Aula. Questa modalità rapida è stata scelta proprio per agevolare la Giunta che sta lavorando sulle misure per combattere l’emergenza covid e le gravi conseguenze economiche e sociali che si sta portando dietro”.

Nell’illustrare gli atti l’assessore AGABITI ha spiegato che la Giunta “ha condiviso il giudizio di parifica della Corte dei Conti per il RENDICONTO 2019 perché è il presupposto per conseguire l’obiettivo di un risultato gestionale virtuoso a favore dell’intero sistema sociale umbro. Come Giunta ci siamo impegnati sin da subito in un’attività di razionalizzazione e adeguamento delle politiche di bilancio alla situazione economica generale. La Corte ha fatto rilievi sul sistema dei controlli interni, sul Servizio Sanitario regionale, sul comparto relativo alle partecipazioni regionali, sul Trasporto pubblico, sui rapporti di credito e debito con gli enti locali. Sulle tante criticità si stanno facendo dei passi in avanti, nonostante l’emergenza.

L’ASSESTAMENTO del bilancio 2020-2022 avviene in un contesto economico finanziario molto critico a causa della crisi conseguente all’emergenza pandemica. Emergenza che si innesta su una perdita di competitività della nostra Regione, di fatto mai uscita dalla crisi del 2008, con strascichi anche sugli equilibri economici regionali. Le politiche di bilancio dovranno continuare ad essere ispirate alla massima responsabilità. Razionalizzazione ed efficienza sono fondamentali per l’efficacia degli interventi regionali. Le riprogrammazioni dei Fondi europei sono state determinanti per sostenere il territorio e i settori più colpiti dall’emergenza come scuola, turismo e imprese. Solo con efficacia, efficienza ed economicità potremo recuperare una capacità di incidenza. Sui TRASPORTI abbiamo trovato una situazione di squilibrio strutturale, con debiti pregressi degli anni precedenti per 24 milioni di euro, per i quali non erano stati assunti impegni di spesa, a cui si aggiungono 11 milioni per contenziosi attualmente aperti. Situazioni sedimentate negli anni e che non possono più essere sottovalutate o rinviate. È fondamentale proseguire nell’azione di razionalizzazione, monitoraggio e verifica del bilancio.

Malgrado l’emergenza porti alla riduzione delle entrate, la Regione deve comunque assicurare il rispetto dei VINCOLI DI FINANZA PUBBLICA per il 2020 in termini di pareggio di bilancio, con investimenti previsti di circa 17 milioni. Il Governo ha previsto un fondo di salvaguardia degli equilibri di bilancio delle Regioni, che per l’Umbria prevede un RISTORO di 33 milioni, di cui 19 per minori entrate dal recupero fiscale del bollo auto, dell’Irap e dell’Irpef. 19 milioni che l’Umbria dovrà restituire allo Stato dal 2021 con un milione di euro l’anno. Un meccanismo che sommato all’incertezza dell’andamento delle entrate, rende difficile la costruzione dei bilanci regionali, anche per il quadro finanziario incerto sul Tpl. Il disavanzo di amministrazione derivante da mutui si riduce di 1,7 milioni consentendo di ridurre gli oneri finanziari in bilancio per l’ammortamento del mutuo”. “Pur in un contesto critico e difficile – ha spiegato l’assessore Agabiti – con l’Assestamento è stato possibile creare MARGINI DI MANOVRA attraverso la riduzione e rimodulazione di alcune spese; la mancata stipula di mutui non contratti per 2,6 milioni di euro; rinegoziazione di mutui con Cassa depositi e prestiti per 4,9 milioni; l’uso di quote svincolate di avanzo di amministrazione per 4,9 milioni. Disponibilità destinata principalmente al TPL con risorse aggiuntive per 7,4 milioni.

Inoltre gli INTERVENTI FINANZIATI sono: 92mila euro per l’associazionismo sportivo; 50mila per il laboratorio dei beni culturali di Spoleto; 30mila per il diritto allo studio; 15mila per la distribuzione della stampa nei comuni del cratere; 145mila per l’associazione degli allevatori; 20mila per l’indennizzo dei danni provocati dalla fauna selvatica; 100mila all’ufficio scolastico regionale; 500mila per il dissesto idrogeologico; 30mila per il contrasto al bullismo; 320mila per il rimborso dei tributi regionali; 266mila per i rinnovi contrattuali del personale; 514mila per gli incentivi all’avvocatura non pagati dal 2016; 600mila per il restauro della facciata di Palazzo Donini; 100mila per spese di comunicazione. Inoltre l’Assestamento riconosce un contributo annuo non superiore a un milione e mezzo di euro all’Agenzia unica regionale per il trasporto pubblico locale; consente la nomina di un commissario liquidatore unico delle comunità montane per agevolare le procedure di liquidazione”. Infine, la Commissione ha anche esaminato ALTRI DUE ATTI.

La proposta di legge che mira a tagliare le indennità a consiglieri ed assessori regionali, a firma del consigliere Tommaso Bori (Pd), presente alla riunione, che è stato deciso di rinviare alla Commissione Statuto. L’altra proposta di legge punta a modificare la legge regionale ‘2/2005’ che disciplina i criteri per la nomina del Direttore generale della Presidenza della Giunta e dei Direttori regionali della Giunta a firma dei consiglieri Pd, Bori, Bettarelli, Meloni e Paparelli. L’assessore Agabiti ha detto che la Giunta non condivide questa proposta. Quindi la Commissione ha deciso di rinviare l’atto, dando mandato agli uffici di Palazzo Cesaroni di procedere con l’istruttoria.

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