PERUGIA, ITALIA NOSTRA: CONTINUANO ATTACCHI DEI COMUNI ALLE ZONE BOSCATE

Italia Nostra, Boschi
Italia Nostra, Boschi
Italia Nostra, Boschi

(umbriajournal.com) PERUGIA – Dopo quello sul Piano Regolatore di Magione, attualmente all’esame del TAR su ricorso presentato da Italia Nostra in seguito all’inerzia della Provincia su alcuni punti importanti,  l’associazione si vede costretta a presentare un altro esposto alla Provincia sul  nuovo Piano Regolatore di Tuoro sul Trasimeno, in corso di approvazione.

Anche in questo PRG sono infatti presenti varie violazioni di legge, la più grave delle quali consiste nel classificare edificabili diversi lotti di terreno che sono definiti boschivi nella Tav. A.7.1 del Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale ed anche in tutti i piani regolatori precedenti del Comune di Tuoro. Poiché il suddetto P.T.C.P. stabilisce inequivocabilmente all’art. 39 c.7 lett. h che tutti i terreni individuati come boschivi nella tavola sopra citata sono assolutamente inedificabili , questa nuova classificazione comunale è palesemente illegittima e va rimossa.

Non finiamo di stupirci della pervicacia con cui i comuni umbri attentano all’integrità dei loro boschi collinari senza tenere in alcun conto non solo il loro valore paesaggistico, e quindi turistico ed economico, ma neanche l’aspetto della sicurezza del territorio: ricordiamo che tutti i comuni umbri sono ad alto rischio idrogeologico e quelli intorno al Trasimeno lo sono particolarmente, come risulta da uno studio sulla suscettività all’erosione effettuato dall’Università di Perugia per conto della Regione , e quindi pagato coi soldi dei contribuenti, ma del quale nessun comune tiene il minimo conto quando si tratta di redigere i piani regolatori.

D’altronde la stessa Regione si guarda bene dall’imporre il rispetto della normativa di tutela ambientale durante le conferenze istituzionali presso la Provincia che si occupano di verificare il rispetto delle normative regionali e nazionali da parte dei PRG prima della loro approvazione definitiva. Dobbiamo aspettare un nuovo caso Sarno o Giampilieri per vedere finalmente un cambio di rotta nelle amministrazioni umbre?

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