PERUGIA, IMMIGRAZIONE, CASCIARI “FONDAMENTALI POLITICHE DI INTEGRAZIONE”

Carla Casciari
Carla Casciari
Carla Casciari

(umbriajournal.com) PERUGIA – Sono stati 208 i progetti finanziati dalla Regione Umbria nell’ambito della passata programmazione regionale: lo ha ricordato la vicepresidente della Regione Umbria, con delega all’Immigrazione, Carla Casciari, in apertura della riunione della Consulta regionale per i problemi dei lavoratori extracomunitari e delle loro famiglie, che si è svolta nel pomeriggio di ieri a Palazzo Donini a Perugia.

All’ordine del giorno la presentazione di due progetti “Tra il dire e il fare: Le parole dell’integrazione”, per realizzare corsi gratuiti di lingua italiana ed educazione civica per gli stranieri presenti in Umbria, e “No.Di: No Discrimination”, per sviluppare reti locali interistituzionali per l’emersione, la prevenzione e il contrasto di fenomeni di discriminazione a carico dei cittadini stranieri. Inoltre, nel corso della riunione, è stata illustrata una proposta di programmazione annuale.

Nel corso del suo intervento la vicepresidente ha ricordato che dei 208 progetti già finanziati lo scorso anno, per un totale di 425 mila 822 mila euro, 30 riguardavano iniziative nell’ambito dell’area dell’informazione e servizi per l’immigrazione, 2 della mediazione culturale, 44 dell’integrazione sociale dei minori, 45 dell’area scolastica, 3 contro le discriminazioni, 26 per favorire la socializzazione, 8 relativi a progetti di alfabetizzazione, 1 per garantire il diritto allo studio universitario, 29 per la realizzazione di manifestazioni culturali, 7 per ricerca e studio, 13 per la tutela del patrimonio linguistico.

La vicepresidente ha quindi posto l’accento su come anche per la nuova programmazione in materia di immigrazione, la Regione Umbria continuerà a sviluppare interventi per favorire le politiche di integrazione, partendo quindi dal monitoraggio del fenomeno migratorio, per poi promuovere azioni in vari ambiti privilegiando l’inserimento scolastico, abitativo e lavorativo. In questo contesto assume valore la promozione dell’informazione e la formazione professionale degli operatori in particolare per quelli che operano nel settore della mediazione culturale. Saranno promossi interventi a favore dei minori riservando attenzione a coloro che appartengono a famiglie a rischio di emarginazione.

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