Storica pronuncia della corte Europea, le fonti giornalistiche sono protette

E’ PUNIBILE CHIUNQUE VIOLI QUEI SEGRETI

 
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Storica pronuncia della corte Europea, le fonti giornalistiche sono protette

di Gianfranco Ricci 
qualche giorno fa avete letto (giornali e Social) che il Presidente dell’Ordine Nazionale, Carlo Verna, e anche l’Fnsi, si sono rivolti al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e al Ministro della Giustizia Marta Cartabia, per sollecitare interventi sulle violazioni del Segreto delle fonti giornalistiche attuate da magistrati di Trapani, Locri e Ancona a danno di cronisti non indiziati di alcun reato,  ma soltanto impegnati in inchieste di sicuro rilievo. Cronisti intercettati e sottoposti a controlli dei computer e dei cassetti redazionali e domestici. Il Ministro Cartabia ha avviato rapidi accertamenti. Gli esiti sono attesi da un momento all’altro.

Per un coincidente incastro di eventi proprio nei giorni dei fatti segnalati ai vertici dello Stato, la Corte Europea per i Diritti dell’ uomo (CEDU, Strasburgo) ha pubblicato una storica Pronuncia. Eccola: ‘’L’accesso ai dati telefonici di un giornalista, deciso dalle autorità giudiziarie nazionali per individuare l’autore di un reato, è una sicura violazione – punibile – dell’articolo 10 della Convenzione europea dei  diritti dell’uomo che assicura il diritto alla libertà di espressione, con particolare riguardo alla libertà di stampa’’.

La professoressa Marina Castellaneta, Docente di Diritto Internazionale all’Università di Bari, commenta:‘’Strasburgo ha blindato le fonti giornalistiche da ingerenze delle autorità nazionali, compiendo un ulteriore rafforzamento della della libertà di stampa, essenziale non solo per permettere al giornalista l’esercizio della  libera espressione, ma anche per consentire alla collettività di ottenere informazioni di interesse generale, fondamentali per la democrazia nel suo insieme. Giustamente rileva la Corte che senza un’adeguata ed effettiva tutela, la stampa potrebbe astenersi dal divulgare notizie di interesse generale, compromettendo il ruolo di “cane da guardia” della società che è proprio dei giornalisti liberi’’.

Ulteriore chiosa del Presidente dell’Ordine Nazionale: ‘’Le Pronunce della CEDU sono Giurisprudenza impegnativa per i Paesi europei. Non si può sfregiare il Segreto professionale. Il 3 maggio si celebrerà la Giornata internazionale per la Libertà di stampa.  E a Bologna parteciperò ad un Master: fisicamente se possibile, altrimenti in modo telematico. Comunque mi imbavaglierò per  ribadire il ‘no’ a chiunque intenda chiudere la bocca ai giornalisti liberi’.

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