Scrivere di coronavirus e comportamento corretto dei giornalisti


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Scrivere di coronavirus e comportamento corretto dei giornalisti

Scrivere di coronavirus e comportamento corretto dei giornalisti

di Gianfranco Ricci
Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Conferenza a stampa, a Roma,nella sala del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, sul tema ‘’Informare, non  allarmare: coronavirus e comportamento corretto dei giornalisti’’. Invitato, anche per l’alto prestigio scientifico, il giornalista e divulgatore, Piero Angela, che ha garantito un contributo di consapevole equilibrio: ‘’‘’Anche per la mia storia – ha detto –mi sento responsabilizzato: il mio Paese va preservato dal contagio del coronavirus, ma anche da un altro contagio, quello della psicosi, che si sta diffondendo soprattutto all’estero: la paura che questo sia un  Paese dove non si può più andare’’.

E inoltre: ‘’Non sono così allarmato dal virus, spero, come dicono alcuni virologi   che il virus rientri abbastanza velocemente, con la nuova stagione e che nel frattempo si trovi un vaccino o qualche farmaco efficace’’.

Il modo con il quale i i media stanno affrontando l’emergenza?

Angela riflette: ‘’Dipende dalla rete e dai servizi, ma è anche vero che ormai nei telegiornali non si parla quasi d’altro. Ovviamente la gente è interessata, ma anche la massa di notizie in sé può avere l’effetto di creare preoccupazione nelle persone’’

E poi: ‘’Una storia come questa del Corona non l’avevo mai vista in 68 anni di lavoro. Nessuno sa ancora niente della virulenza del contagio, anche se sembra che sia minore di quanto appariva all’inizio in Cina. E comunque il 95% dei contagiati guarisce. In confronto basti  pensare che l’influenza, stando agli esperti, causa, invece, dai 300 mila al 600 mila morti l’anno nel mondo’’.

Il presidente dell’ Ordine,Carlo Verna, rilancia l’appello ai giornalisti già diffuso poco meno di un mese fa: ‘’ E’ necessaria un’informazione piena e verificata, senza sottacere gli eventuali rischi e le cautele da attuare, ma sono assolutamente da evitare enfatizzazioni e allarmismi. Serve responsabilità: bisogna fare cronaca senza celare nulla’’.

Inoltre: ‘’’I nostri comportamenti al di fuori delle regole deontologiche sono anche passibili di  sanzioni valutabili dal Consiglio di disciplina dell’Ordine’’

Verna, rispondendo ai giornalisti, commenta l’indiscrezione secondo cui il presidente Conte avrebbe chiamato la Rai per chiedere toni più bassi nel racconto del coronavirus. Sottolinea: ’’Non né compito del premier chiamare. Poi non capisco perché la Rai e non altri. Ciascuno deve essere responsabile dei proprio comportamento. Per i giornalisti ci sono i direttori delle testate da un lato e l’Ordine dall’altro. Non esistono altri poteri che devono  dirci come raccontare ciò che succede. Dobbiamo autodisciplinarci e dare il meglio di noi’’.

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