Giornalisti, Conticelli a Tesei, tutti i problemi del settore da risolvere presto

 
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Giornalisti, Conticelli a Tesei, tutti i problemi del settore sul tavolo
Roberto Conticelli

Giornalisti, Conticelli a Tesei, tutti i problemi del settore da risolvere presto

Gentile Presidente,
nel ringraziarLa per aver pubblicamente sottolineato l’impegno degli operatori dell’informazione nell’attuale fase emergenziale, citandoci nel messaggio in occasione della Festa del Lavoro tra le professioni più attive sul campo, a nome dei colleghi che rappresento vorrei  poterLe evidenziare una serie di problematiche che gravano pesantemente sul nostro mestiere. Ciò per tentare insieme a Lei, e all’Ente che governa, di avviare una nuova considerazione del nostro impegno professionale sul piano normativo e su quello etico-sociale, una rivalutazione che tenga conto dell’importanza pubblica dell’attività dell’informare.

Nel pieno dell’emergenza coronavirus le notizie costituiscono, infatti, un rilievo sociale di primo piano, rivestendo peraltro una sorta di caratteristica “sanitaria”: quella di contribuire a informare persone ristrette nelle proprie abitazioni e quindi lontane da ogni canale comunicativo, di fatto sollevandole dal peso della solitudine. Tuttavia, nonostante l’accresciuto valore di tale impegno, non posso esimermi dal ricordarLe come in Umbria la gran parte dei Giornalisti continui ad operare in condizioni di estremo disagio e basso reddito.

Questo accade anche perché un gran numero di Enti pubblici persevera nel non dotarsi di uffici stampa previsti dalla legge o comunica con l’esterno attraverso personale non giornalistico. Sarebbe opportuno, quindi, che la Regione si impegnasse direttamente nel rappresentare le istanze di una comunicazione pubblica avente profili di legalità e professionalità a tutto vantaggio delle istituzioni e delle persone, nel contempo offrendo spiragli professionali ai giovani Giornalisti oggi gravemente penalizzati.

Nella nostra regione una fetta consistente di operatori dell’informazione lavora a regimi retributivi scandalosamente bassi. Anche in testate di rilievo nazionale si fa riferimento ad articoli o servizi pagati 2,50 euro cadauno.

Sono a chiederLe dunque un autorevole intervento pubblico che contribuisca, se ascoltato come è auspicabile, a ristabilire condizioni economiche degne di un Paese normale. Ciò potrebbe trovare riferimento normativo nella Legge Regionale sull’Editoria che attende di trovare compimento e che merita di essere adeguata in molte sue parti alla luce di quanto accaduto in queste settimane.

Troppe querele temerarie 

Altra questione aperta su cui La invito a meditare insieme a noi è quella riferita alle troppe querele temerarie indirizzate immotivatamente ai Giornalisti e tali da limitarne la capacità operativa.

Questa situazione si verifica sia per il minor peso sociale che si vorrebbe miratamente attribuire al nostro mestiere, sia per la crisi che attanaglia vari settori della vita pubblica e che spinge taluni a tentare “avventure” giudiziarie a nostro danno. Un Suo qualificato intervento contribuirebbe a ristabilire il valore delle parti in campo, dando conto del fatto che esistono nelle Associazioni di categoria dei Giornalisti legittime strutture in grado di comminare sanzioni verso colleghi che agiscono al di fuori delle regole deontologiche, fatta salva la necessità di garanzie giudiziarie per l’utente quando l’operato del Giornalista travalica i limiti di legge.

Sono a chiederLe, dunque, un colloquio franco e leale che riconduca l’impegno giornalistico all’interno dei confini di una professione seria e qualificata, al di là di ristrette valutazioni strumentali o  difformi considerazioni di schieramenti e fazioni.

I giornalisti devono essere tutelati come professionisti

Gentile Presidente, i  Giornalisti umbri, sottoposti quotidianamente al giudizio degli utenti e delle istituzioni, chiedono di essere tutelati come professionisti il cui impegno vanta un riferimento sancito direttamente dalla Carta Costituzionale. Le ricordo che apparteniamo a un settore capace, pure in queste settimane di blocco, di garantire fin dal più piccolo paese dell’Umbria, e in circostanze di rischio costante, un regolare flusso di informazioni.

Vorremmo avere rispetto da tutte le parti sociali e da ogni singolo cittadino, offrendo un’attività sempre più garantita, più controllata e ancor più al servizio della gente. Quell’attività “certificata” che dovrebbe distinguerci dal complesso delle fake news la cui negatività ci viene ingiustamente imputata.

Testate regolarmente registrate

Contribuisca anche Lei, gentile Presidente, a far comprendere all’opinione pubblica che solo l’informazione fornita da testate regolarmente registrate e aventi un direttore responsabile è quella sana, quella che può e deve fare notizia.

Faccia presente a quei politici che non di rado si improvvisano “leoni da tastiera” e continuano a prendere per buono quanto di non verificato passa in Rete, sovente avviando sterili polemiche su notizie inesistenti, come simili comportamenti non solo non offrano buoni esempi di attività pubblica al servizio del cittadino, ma anzi siano tali da offendere l’essenza stessa della nostra professione.

Grazie per quanto potrà fare.

Le invio cordiali saluti.

Il presidente
Roberto Conticelli

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