Giornalismo italiano e lavoro, difficoltà sempre più stringenti 🔴 Video

il mercato della carta stampata si assottiglia di anno in anno

 
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Giornalismo italiano e lavoro, difficoltà sempre più stringenti
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Giornalismo italiano e lavoro, difficoltà sempre più stringenti 🔴 Video

di Gianfranco Ricci
Ancora una volta il ‘’primo maggio’ ha trovato il giornalismo italiano, (grandi e piccole Testate, professionisti, pubblicisti, freelance, collaboratori, impegnati nelle quotidianità telematiche) intento a meditare su difficoltà che, con lo scorrere del tempo, appaiono sempre più stringenti: il mercato della carta stampata si assottiglia di anno in anno, i sostegni della pubblicità si rivelano assai meno generosi e anche i contributi pubblici a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici sono in via di progressiva riduzione.



Più di 15 ,mesi di Covid (piombato anche sui giornali con la prepotenza di un ciclone) hanno ulteriormente deteriorato una realtà da parecchio tempo piuttosto precaria. Il quadro complessivamente traballante s’è, via via, spalmato, con progressive ricadute, soprattutto sui tantissimi che, nel mondo dell’informazione, ha posizioni più incerte e fragili.

Colleghi che cercano di reggersi alla meno peggio in piedi perché rinvigoriti dalla passione per il mestiere, dalla dignità personale , dall’impegni serio e accanito e dall’entusiastico (e coinvolgente) desiderio di giorni finalmente migliori.

Giorni davvero incombenti o solo auspicati? Ha ragione il Presidente Mattarella quando ribadisce (l’ultima volta proprio ieri Primo maggio) che il lavoro, cardine della democrazia costituzionale, è la vera colonna portante del presente e dell’immediato futuro.

Questa presa d’atto quirinalesca a noi piace leggerla anche come un forte e autorevole richiamo: anzitutto alla politica, a quella che governa il Paese, ma anche a quella parte dell’economia disinvoltamente …distratta di fronte alle iniquità che, nel mondo del lavoro, (compreso quello giornalistico) mischiano palesi ingiustizie ad inaccettabili sfruttamenti dei talenti e degli entusiasmi. Se l’informazione (come continua a sostenere il Presidente della Repubblica) è un irrinunciabile per la forza dell’intera collettività, allora è fondamentale che chi manovra le leve dei poteri si decida a studiare e a mettere in campo un concreto e allargato impegno programmatico a tutela di chi con tenacia cerca notizie vere e con serietà verificata diffonde. Una sorta di patto capace di andare oltre la bottega e l’ideologia.

Sappiamo che in anni più o meno recenti settori (quantitativamente) significativi della politica nazionale hanno apertamente manifestato l’ambizione di considerare tutti giornalisti, soprattutto quelli smaniosi di affermare la libertà imperversando senza la minima autodisciplina. Ora sembra che quelle ondate si stiano attenuando.

E si ha l’impressione (speriamo non fallace) che Parlamento e Governo, nella loro straordinaria unità di intenti) vogliano davvero approfondire i molti nodi di chi si impegna nell’informazione. Un piccolo esempio, non marginale, viene dal confronto telematico che il Sottosegretario all’Editoria, Giuseppe Moles, ha avuto con rappresentanti dei vertici giornalistici italiani.

Il rappresentante del nuovo Governo ha annunciato la decisione di convocare, al più presto, un ‘Tavolo’ per affrontare temi tutt’altro che secondari: l’equo compenso per chi, su più fronti, lavora sulle notizie, l’intervento della legge per scoraggiare le liti temerarie, pessimo e intimidatorio fenomeno oramai dilagante, il rilancio della Legge 150, mirato a garantire in terminipiù avanzati i giornalisti che operano negli Uffici stampa. E infine l’approfondimento del ‘Caso Inpgi), l’Istituto della nostra Previdenza che sempre più,anche per il crollo del lavoro fisso, è alle prese con un bilancio a dir poco vacillante. Attendiamolo all’opera questo preannuncio governativo!

A PROPOSITO DI INPGI: IL TEMPO STRINGE

Il Consiglio Generale dell’Istituto s’è riunito per esaminare il travagliato bilancio consuntivo del 2020. La situazione particolarmente seria è stata riaffrontata nei suoi molteplici aspetti: le cifre negative sono preoccupanti . Gravano sempre più l’incalzante mutazione del mercato del lavoro, il crescente calo dell’occupazione, i prepensionamenti, e l’imperversare della tecnologia che blocca duraturi impegni lavorativi. Incalzano i tempi che, in mancanza di contrordini, potrebbero condurre al Commissariamento .

Anche in nome dell’ ‘’integrità dei diritti pensionistici maturati e maturandi’’, l’Inpgi ha rivolto un ‘’pressante appello al Governo’’, sollecitato a varare provvedimenti necessari a ‘’garantire la sostenibilità dell’Istituto’’.

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