Gianfranco Ricci, 2020 un anno vissuto tra enormi difficoltà per i giornalisti

 
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Gianfranco Ricci, 2020 un anno vissuto tra enormi difficoltà per i giornalisti

Gianfranco Ricci, 2020 un anno vissuto tra enormi difficoltà per i giornalisti

Siamo agli sgoccioli di un 2020 vissuto con grandi difficoltà anche da tutti i giornalisti italiani. L’Ordine , pur seguendo in modo assiduo le dinamiche e le inevitabili frenate degli impegni istituzional-deontologici, ha subìto, come ogni realtà del Paese , gli inevitabili contraccolpi determinati dalle ‘’prepotenze’’ della pandemia. Nel corso dell’anno il Consiglòio Nazionale si è riunito fisicamente, a Roma, soltanto due volte. E la seconda (fine luglio) a numeri ridotti, perché non pochi consiglieri hanno preferito partecipare soltanto in video-contatto.

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Il molto lavoro, comunque affrontato, si è snodato attraverso le relazioni, i confronti e i dibattiti garantiti dalle piattaforme.

Non c’è stato blocco, dunque, ma è mancata la vivacità del faccia a faccia , al quale c’eravamo abituati. L’Importante è che nulla si sia fermato:, sempre intensi anche i rapporti con la politica  (vocata a decidere del futuro di un Ordine desideroso di maggiore modernità) e la cultura  , cardine fondamentale per migliorare il nostro modo di essere giornalisti.

Proprio pochi giorni fa, come sapete, siamo riusciti a varare, per il rinnovo degli Organi, il Regolamento per il voto anche telematico. Maggiore espressione democratica, sicuro incremento della partecipazione al voto. Il Ministero, nel giro di poche ore, ha approvato la rivoluzionaria normativa.

  • Cala il sipario sulle troppe complessità del 2020.

Accingiamoci ad affrontare l’anno che arriva, consapevoli che premono immediate esigenze (il salvataggio dell’Inpgi) e incombono, nel contesto di auspicate  riforme da collocare in linea coi tempi nuovi, istanze riformistiche da realizzare, d’intesa col Governo e il Parlamento, per garantire all’Editoria e al giornalismo il respiro ampio più volte  indicato anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

  • Sono questioni che rendono precari perfino quei colleghi che totalmente precari ancora non lo sono.

Scambiamoci l’auspicio per l’arrivo di buonissimi mesi!

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