Crimine organizzato e Governi, omicidi Galizia e Kuciak al Festival del giornalismo

Crimine organizzato e Governi, omicidi Galizia e Kuciak al Festival del giornalismo
Daphne Caruana Galizia

Crimine organizzato e Governi, omicidi Galizia e Kuciak al Festival del giornalismo

da Federica Cesarini
PERUGIA – Corinne Vella, sorella di Daphne Caruana Galizia la giornalista uccisa da un’autobomba lo 16 scorso ottobre, parteciperà all’incontro Indagare sui legami fra crimine organizzato e Governi: gli omicidi di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak. Insieme a lei, sul palco della Sala dei Notari venerdì 13 aprile alle ore 16.30, ci saranno Peter Bardy direttore Aktuality.sk, il giornale online per cui lavorava Ján Kuciak, Carlo Bonini de La Repubblica e co-autore del documentario “Daphne” (in anteprima a IJF18 venerdì 13 alle ore 21), Maria Gianniti inviata redazione esteri TG1 e Alan Rusbridger direttore Lady Margaret Hall Univ. di Oxford, ed ex direttore del Guardian dal 1995 al 2015.

Tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 due attentati a danni di giornalisti hanno scosso l’opinione pubblica internazionale.

Daphne Caruana Galizia, una delle più note giornaliste investigative maltesi, è stata uccisa il 16 ottobre 2017 dall’esplosione di un’autobomba. Era stata la prima giornalista a rivelare il coinvolgimento di politici del governo nei Panama Papers, e aveva anche svelato il coinvolgimento della moglie del Primo Ministro, Joseph Muscat nella società off-shore panamense Egrant Inc, puntando l’attenzione dell’opinione pubblica tra le somme ricevute dalla società e i successivi accordi del governo maltese con quello dell’Azerbaigian in campo energetico.

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Corinne Vella

Un’esecuzione mafiosa ha invece ucciso Ján Kuciak insieme alla sua fidanzata in casa, lo scorso 22 febbraio 2018. Kuciak, giornalista sloveno, aveva indagato su casi di evasione fiscali che hanno coinvolto anche membri del partito di governo, e già nell’ottobre 2017 aveva denunciato telefonate intimidatorie. L’attentato gli ha impedito di continuare un’importante inchiesta sulle collusioni tra politica e ‘ndrangheta, e sulle ramificate infiltrazioni del crimine organizzato nell’economia del paese.

Il 28 febbraio il sito sloveno Aktuality.sk ha pubblicato l’ultimo articolo di Kuciak, a seguito del quale si sono dimessi il segretario del Consiglio della Sicurezza Nazionale, l’assistente del Primo Ministro Robert Fico e il Ministro della Cultura. Alla fine del marzo 2018 lo stesso Primo Ministro, sotto pressione per la crisi politica a seguito dell’assassinio di Kuciak, si è dimesso.

Quelle di Daphne Caruana Galizia e Ján Kuciak non sono morti isolate: sono i casi più evidenti e terribili di un rischio per i giornalisti che indagano in Europa sulla corruzione e sugli intrecci globali tra criminalità e governi.

Ci ricordano che la sicurezza dei giornalisti è un tema che non va mai sottovalutato, che non esistono contesti o paesi sicuri, quando le inchieste si avvicinano al cuore corrotto dei meccanismi del potere.

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