Beffati da burocrazia rimandata inaugurazione ferrovia Spoleto – Campello

 
Chiama o scrivi in redazione


Beffati da burocrazia rimandata inaugurazione della Spoleto – Campello

Beffati da burocrazia rimandata inaugurazione ferrovia Spoleto – Campello

Avrebbe dovuto tenersi domani, domenica 13 dicembre, l’apertura della nuova tratta ferroviaria velocizzata tra Campello sul Clitunno e Spoleto. Domani le distanze tra Perugia e Roma, così come tra Roma e Ancona avrebbero dovuto essere accorciate anche di 10 minuti. Tutto era pronto. Il cronoprogramma era stato rispettato da tutti i lavoratori e dai tecnici di Rete Ferroviaria Italiana dell’unità territoriale di Foligno.

© Protetto da Copyright DMCA

Gli impianti erano pronti: le rotaie scintillanti in loco, il fondo di massicciata posato a regola d’arte, la galleria di 3 chilometri e mezzo era stata più volte verificata e gli impianti di sicurezza già più volte testati. Tutto era pronto insomma, tranne la burocrazia, che di fatto ha vanificato mesi di lavoro delle maestranze, e prodotto una intera giornata di disagi perfettamente inutili per i viaggiatori.

Per l’Ansf (Agenzia Nazionale della Sicurezza Ferroviaria) non era evidentemente tutto pronto, o per meglio dire non si è ritenuto di certificare che lo fosse. La docciafredda è arrivata nella nottata di ieri, venerdì 11 dicembre. Alle 22, cioè l’ora prevista per chiudere la linea storica tra Campello e Spoleto per iniziare le ultime 30 ore di lavorazione onde allacciare la nuova tratta allo storico tracciato, l’autorizzazione da parte della burocrazia non è arrivata.

Avrebbe dovuto essere un monumento al lavoro di tutte le maestranze umbre. I lavoratori si erano impegnati anche 12 ore al giorno nell’ultimo mese pur di consegnare in tempo per la scadenza prevista. Invece è diventato un monumento ad una figura non proprio edificante che la burocrazia italiana ha fatto ancora una volta. Non è dato sapere perché, a lavori ultimati, con le singole opere già testate e collaudate, l’Ansf abbia negato le autorizzazioni finali all’allacciamento del binario. Al momento nessun comunicato stampa ufficiale è stato diramato.

  • Oltre alla mortificazione dei sacrifici dei lavoratori, la mancata autorizzazione a procedere di Ansf ha significato che i viaggiatori umbri e marchigiani su Roma abbiano patito inutili disagi per tutta la giornata odierna.

Infatti, poiché era stato previsto in 30 ore lavorative il tempo necessario a scollegare la vecchia linea, e a collegare la nuova, la circolazione ferroviaria era stata sospesa fin dalla serata di venerdì 11 dicembre tra Foligno e Spoleto.

Ciò aveva imposto il trasbordo treno – autobus – treno di tutti i passeggeri in transito tra il centro Italia e Roma dalle 22 di venerdì 11, fino alle 5 del mattino di domenica 13 dicembre. L’inaugurazione non c’è stata, ma i disagi invece si. Oggi i tempi di percorrenza per raggiungere Roma si sono allungati anche di un’ora in certi casi a causa della perdita di tempo legata alla rottura di carico dei trasbordi tra treni e autobus.

L’autorizzazione finale di Ansf ad Rfi per procedere all’allaccio con le ultime 30 ore di lavoro avrebbero reso giustizia ad un opera in ritardo di venti anni. Il progetto di questo potenziamento, la tratta ferroviaria in variante di tracciato e doppio binario tra Terni e Foligno, risale infatti agli anni 90. Finanziata per 3 volte dal CIPE nei primissimi anni 2000, il progetto ha visto la realizzazione del solo tronco a doppio binario tra Foligno e Campello sul Clitunno, mentre la tratta verso Spoleto è partita solo di recente, nel 2018.

  • Nel mezzo, in 20 anni, un buon numero di aziende, una volta vinto l’appalto, hanno dichiarato fallimento. Nel frattempo buona parte dei fondi è stata ridestinata ad altri usi. Uno sperpero di denaro pubblico che ricorda i peggiori tempi della Salerno – Reggio Calabria.

Del progetto originario nel frattempo è rimasto solo il completamento della tratta tra Foligno e Spoleto, peraltro completato a binario singolo anziché doppio (la posa in opera del quale è prevista nei prossimi 19 mesi). La nuova tratta, pur avendo una lunghezza paragonabile a quella attuale, passante in località San Giacomo, consente velocità superiori poiché il suo sviluppo in galleria consente un tracciato più rettilineo, ed elimina ben 4 passaggi a livello.

Ma tutto sarà rimandato a data destinarsi. Del resto, l’Umbria ha atteso “solo” venti anni; “che sarà mai aspettare ancora”?

Alexandru RaresCenusa

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*