TERNI OUTOKUMPU “CHI E’ IL NUOVO GRUPPO PROPRIETARIO DI AST”

ast terni(umbriajourna.com) TERNI – L’ Ugl Metalmeccanici Terni pone serie considerazioni in merito a  ciò che si legge nella nota Ansa Outokumpu: “ …Le offerte che abbiamo ricevuto finora non sono accettabili: stiamo lavorando con la Commissione Ue per una soluzione che rispetti sia gli interessi di Outokumpu sia le richieste dell’Antitrust di Bruxelles”.

E’ veramente deprimente e surreale che a distanza di un anno e mezzo i lavoratori del polo siderurgico Ternano, dopo tutti i percorsi istituzionali, politici e economico-finanziari, ma soprattutto in seguito ai sacrifici fatti, arrivino al traguardo con un pugno di mosche in mano.

L’ambiguità  da parte dei finlandesi di Outokumpu è riportata dai fatti e quindi dalle azioni che penalizzano a nostro parere le Acciaierie di Terni. Questa è certamente una notizia nuova che cambia il quadro di riferimento che si aveva fino a ieri. Ora però si tratta di capire bene la portata dell’intera operazione per poi dare un giudizio definitivo rispetto agli obiettivi e allo sviluppo del sito ternano.

Alla luce di questa notizia è ancora più importante che la presidente della Regione, Catiuscia Marini, chieda al tavolo di Palazzo Chigi di interessarsi immediatamente della questione in modo da capire bene il significato di questa operazione. Questa è la richiesta che formuliamo ufficialmente per dare immediatezza alle paure che coinvolgono i lavoratori e i cittadini ternani. Del resto le parole del sottosegretario De Vincenti non rassicurano  gli animi di chi sta vivendo sulla propria pelle le strategie della multi nazionale!

Intanto lo stabilimento ternano nei fatti non rifornisce più i semilavorati agli stabilimenti in Cina, Messico e Stati Uniti con una diminuzione di circa il 20% dei volumi. Ricordiamo a tutti che è da circa tre anni che i bilanci di fine anno terminano in perdita e di pari passo e i lavoratori sono interessati dalla cassa integrazione e dai contratti di solidarietà non tenendo conto dei premi di produttività che di fatto si prendono sporadicamente in maniera ridotta! Purtroppo forse fu questa  la motivazione per cui l’accordo preliminare è stato discusso solo con il sindacato tedesco della Ig Metal senza coinvolgere le parti sociali italiane?

L’Ugl fin dall’inizio della vicenda è stata molto critica con Inoxum e Outokumpu e  successivamente con la Commissione Antitrust perché  chiedevamo un confronto sindacale al pari delle altre aziende interessate dalla vendita rivendicando un accordo sindacale che gettasse le basi di un futuro per i dipendenti e per il sito ternano. Proprio in quel frangente la UGL si è mobilitata per fare ricorso alla commissione UE cercando in tutti i modi di renderlo fattivo coinvolgendo tutte le organizzazioni sindacali ma, per motivi non ben definiti,  non si è riusciti a concretizzarlo!

A nostro avviso in conclusione tre sono i punti fondamentali su cui concentrarsi nei prossimo giorni.

1) Lavorare per una netta “Inversione ad U” da parte di Outokumpu in merito a quanto dichiarato nei giorni scorsi e cioè che “… il termine ultimo per finalizzare la cessione del sito umbro, inizialmente previsto per inizio maggio, è stato esteso e precisa di aver concordato con Bruxelles e con le parti coinvolte nel processo di non rendere noto alcun dettaglio del percorso”. Quindi tempi ristretti e decisioni immediate per non depotenziare il nostro sito, vendita integrata e massimo coinvolgimento del governo italiano e delle organizzazioni sindacali alle decisioni che verranno formulate da qui in avanti sia dalla multinazionale che dalla Commissione Antitrust.

2) Qualora dovesse continuare l’empasse riguardo al passaggio della vertenza dal MISE alla Presidenza del Consiglio, le istituzioni umbre e i parlamentari umbri si mobilitino con azioni anche forti e a tutti i livelli.

3) Infine la nostra proposta da rivolgere unitariamente  a tutte le forze sindacali: inviare una lettera alla Commissione Antitrust dove denunciamo il comportamento scorretto di Outokumpu che non riconosce  AST come una sua azienda vista la perdita di volumi e il mancato riconoscimento del premio produzione, nonché l’emarginazione del sito di Terni dalle priorità dell’azienda finlandese.

Ci riteniamo pertanto pronti anche a riprendere il percorso  per un eventuale ricorso unitario o addirittura a mobilitarci per ottenere un incontro con la stessa Commissione Antitrust per far valere i nostri diritti.

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