SCAVALLATRICE SEMOVENTE PER RACCOLTA OLIVE: ASSOPROL UMBRIA NE ILLUSTRA I VANTAGGI

Innovazione tecnologica in agricoltura
Innovazione tecnologica in agricoltura

(umbriajournal.com) by Avi News GUALDO CATTANEO – Una giornata dedicata alla raccolta delle olive fatta con una macchina scavallatrice semovente, tradizionalmente utilizzata nelle vigne. Applicando questo metodo per il terzo anno consecutivo, l’Assoprol Umbria, associazione dei produttori olivicoli di Confagricoltura, ha dato appuntamento a esperti e amanti del settore nell’azienda Parco Acquarossa di Francesco Angelelli per dimostrare come si possa fare un’olivicoltura alternativa. L’applicazione del metodo, infatti, seguita in questo impianto dall’agronoma Angela Canale, con una meccanizzazione integrale permette l’abbattimento dei costi, migliorando la produttività e la qualità.

Sono stati oltre 100, giovedì 31 ottobre, i partecipanti alla giornata, dai ragazzi dell’istituto agrario “Ciuffelli” di Todi, a imprenditori agricoli, olivicoltori part time, tecnici, agronomi, operai del settore, fino a semplici curiosi. “Abbiamo ospitato – spiegano da Assoprol Umbria – anche il mondo della ricerca che era presente attraverso la facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia e che ha osservato e valutato quello che già da diversi anni noi stiamo facendo, un po’ incredulo forse ma intento a prendere tempi e a fare pesate di frutti”. Buoni i risultati raggiunti nella giornata, con 98 quintali di olive raccolte in tre ore su due ettari al quinto anno d’impianto, con una media di 49 quintali di olive per ettaro raccolte quest’anno, a fronte dei 44 dello scorso anno. Si tratta di un impianto con varietà ad accrescimento contenuto e filari stretti quasi come un vigneto. La macchina, la stessa che qualche settimana fa è stata appunto usata nei vigneti, raccoglie olive a cavallo dei filari senza fermarsi, con una velocità di 2 chilometri all’ora. L’azienda Parco Acquarossa ospita 1200 piante per ettaro e diverse varietà di olivo, in una forma di allevamento a palmetta libera e impianto d’irrigazione a goccia. Trenta le ore di manodopera impiegate mediamente a ettaro durante l’anno con questo nuovo sistema per coprire tutte le operazioni colturali che si stima possano essere meccanizzate quasi completamente. “Abbiamo voluto condividere questo risultato – ha spiegato Angela Canale – per dare lo stimolo a nuove iniziative olivicole. Anche se da diversi anni non si fanno più nuovi oliveti, né in Italia né in Umbria, visto l’interesse per l’olio di qualità nel mondo volevamo stimolare le aziende a utilizzare le nuove tecnologie agronomiche che permettono la riduzione dei costi e una più facile gestione delle operazioni colturali più impegnative, quali la potatura e la raccolta”. “Non è la provocazione dell’ultima ora – ha spiegato ancora Angela Canale –, è un modello produttivo ad alta densità che da vent’anni è stato proposto dal Centro nazionale di ricerca (Cnr) e che poi hanno portato avanti soprattutto gli spagnoli. Le varietà di olive italiane sono di nuova costituzione, create per rispondere a certe esigenze, quelle spagnole sono di antica origine adattate a nuovi sistemi e scelte perchè molto produttive. In entrambi i casi segnano, nonostante i venti anni passati, il punto di partenza. E allora anche noi vogliamo dare il nostro contributo e ragionare tra le piante sul momento raccolta”.

Carla Adamo

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