Perugia, firmato protocollo, due milioni di euro per i centri storici di PG e TR‏

Firma Protocollo
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(umbriajournal.com) PERUGIA – Centro commerciale naturale e innovazione: sono le chiavi di volta su cui scommette un bando della Regione di prossima uscita, con una dotazione di circa 2 milioni di euro, per il rilancio del centro storico di Perugia e Terni e delle imprese commerciali in esso operanti.

Per una ottimale gestione del bando e degli interventi che grazie a questo finanziamento (derivante dal FSC – Fondo Sviluppo e Coesione) si potranno mettere in campo è stata costituita una task-force istituzioni-associazioni d’impresa, i cui rappresentanti questa mattina a Perugia, (domani a Terni) hanno sottoscritto formalmente un protocollo d’intesa che è alla base della successiva fase di collaborazione operativa per la concreta creazione dei centri commerciali naturali, e che è stato presentato in una conferenza stampa.

A mettere la firma sono stati per la Regione Umbria l’assessore al Commercio e ai Centri Storici Fabio Paparelli, per il Comune di Perugia l’assessore allo Sviluppo Economico Giuseppe Lomurno, per la Confcommercio il vice presidente regionale Ivano Rulli, per Confesercenti il presidente regionale Italo Federici; Legacoop Umbria era rappresentata da Vladimiro Zaffini. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il consigliere provinciale Confcommercio Giuseppe Capaccioni e Marco Bindocci, presidente Confesercenti Perugia.

Successivamente il rapporto di collaborazione tra Comune e associazioni di categoria verrà dettagliato in un ulteriore documento che fisserà i criteri per poter spendere bene, velocemente e con effetti duraturi questi incentivi. La pubblicazione del bando è prevista per i prossimi mesi – ma fin da subito si lavorerà per dare attuazione al programma di finanziamento – e rappresenta una spinta alla riqualificazione dei centri storici di Perugia e Terni, alle prese con una crisi perdurante. Una parte delle risorse disponibili – che saranno equamente divise tra i due capoluoghi – sarà destinata ad investimenti di tipo innovativo messi in campo dalle imprese commerciali, ad esempio sotto forma di innovazione dei processi aziendali, di erogazione di servizi innovativi e capaci di migliorare la qualità dell’esperienza di acquisto.

Un’altra parte andrà invece a finanziare progetti e azioni d’insieme del centro commerciale naturale sempre attinenti all’innovazione e al concetto di “smart city”: parliamo dunque di wifi free, di sicurezza, di e-commerce, di sviluppo di sistemi di pagamento innovativi, di azioni di marketing territoriale, di iniziative di animazione e culturali, di innovazione nella logistica relativa alla consegna delle merci in ambito urbano, di migliore fruizione dei servizi legati al turismo, magari attraverso un ottimale sfruttamento degli open data.

Il centro commerciale naturale dovrà essere un perimetro delimitato del centro storico – la perimetrazione sarà fatta dai Comuni – in grado di presentarsi a tutti come un contenitore commerciale omogeneo anche nella sua veste “estetica” capace di proporre un’offerta di qualità attraverso la messa in rete degli esercizi di vicinato e delle loro potenzialità insieme al valore aggiunto dato da una ritrovata vivacità dei luoghi. L’esperienza che attraverso questo bando si potrà fare a Perugia e Terni getta un ponte verso la imminente programmazione dei Fondi strutturali 2014-2020, che sarà tutta improntata all’innovazione, e rappresenta una sperimentazione che potrà poi essere “esportata” altrove.

“Vogliamo che il centro commerciale naturale rappresenti un’opportunità vera e stabile di rilancio innovativo dei nostri centri storici – ha sottolineato nel corso della conferenza stampa l’assessore regionale al Commercio e Centri Storici Fabio Paparelli – in grado di veicolarne, dopo una lunga fase di stanca, un’immagine nuova, unica e forte, ricca di appeal, insieme ad un’organizzazione tra pubblico e privato capace di proporsi a residenti, visitatori e turisti con un’offerta commerciale e servizi di qualità, eventi culturali e iniziative attraenti, promossi in spazi urbani dotati di valore storico e architettonico. Dobbiamo far diventare i nostri centri storici smart e grids.

Molti centri storici italiani si trovano oggi a vivere una situazione di crisi per una serie di concause di natura demografica, sociale, culturale ed economica quali lo spopolamento, la perdita dell’identità culturale, la progressiva riduzione della capacità di richiamo della piccola distribuzione commerciale cittadina rispetto alle politiche più “aggressive” della moderna distribuzione (ipermercati, centri commerciali, factory outlet village) e all’imporsi di fenomeni quali l’e-commerce. Per far fronte a questa situazione e contribuire con iniziative concrete alla riqualificazione e alla rivitalizzazione dei nostri centri storici, un tempo luoghi di prestigio per lo shopping, l’incontro, la socializzazione, abbiamo deciso di sperimentare a Perugia e Terni la formula dei centri commerciali naturali quali moderne forme di aggregazione e cooperazione di tutti gli operatori economici del centro urbano (commercio, pubblici esercizi, artigianato, turismo, servizi, attività professionali) finalizzate a realizzare politiche di miglioramento urbano e ambientale, di rilancio commerciale, socio-culturale, ricreativo, tecnologico e, soprattutto, di marketing territoriale e comunicazione”.

“Questo protocollo d’intesa della Regione con i Comuni di Perugia e Terni e le associazioni di categoria del commercio è teso alla costituzione di centri commerciali naturali innovativi e stabili – ha commentato l’assessore allo Sviluppo Economico, Turismo, Progetti Europei del Comune di Perugia Giuseppe Lomurno – quali aggregazioni di imprese che promuovono politiche e progetti comuni per la valorizzazione delle aree a forte insediamento commerciale dei centri storici dei due capoluoghi provinciali di Perugia e Terni. L’intesa si prefigge sia l’obiettivo di valorizzare le reti di imprese commerciali ivi ubicate sotto il profilo della realizzazione di progetti innovativi d’area, sia quello di sperimentare il modello del centro commerciale naturale nelle aree storiche dei due capoluoghi per replicarlo nelle altre città e nei centri storici della Regione.

Nel centro storico di Perugia ci sono circa 1000 attività imprenditoriali che dovranno essere protagoniste di questo processo di riqualificazione”. “Rivendichiamo un ruolo di primogenitura nell’avere sostenuto e proposto in Umbria il format dei centri commerciali naturali come strumento per la rivitalizzazione di territori urbani e la modernizzazione del tessuto commerciale”, ha affermato il vice presidente di Confcommercio Umbria Ivano Rulli. “A questo tema abbiamo dedicato, negli anni, molti momenti di riflessione e di confronto con diversi interlocutori, anche internazionali, per perfezionare un modello che fosse adatto alle caratteristiche dei nostri centri storici. Abbiamo promosso e sostenuto numerose esperienze operative, in diverse città umbre, il cui esito comunque conferma la bontà di questa nostra intuizione.

La creazione dei centri commerciali naturali a Perugia e Terni può essere ora una carta vincente per far uscire questi centri storici da un processo che sembra di inarrestabile declino, puntando parallelamente sulla innovazione e su una sempre maggiore pervasività delle reti di impresa, che ci vedono convinti e attivi sostenitori. Per una buona riuscita di questo bando sarà fondamentale il lavoro di collaborazione vera, fianco a fianco, tra pubblico e privato, istituzioni e associazioni di impresa”. “Questo bando sarà molto importante non solo per le risorse che mette in campo – ha aggiunto il consigliere provinciale Confcommercio Giuseppe Capaccioni – ma anche per la semplificazione burocratica che comporterà” Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Confesercenti Umbria Italo Federici: “Questo protocollo d’intesa volto alla costituzione di centri commerciali naturali nei due capoluoghi di Perugia e Terni è un atto importantissimo per il rilancio e la riqualificazione dei due centri storici. Le risorse messe in campo dalla Regione sono notevoli e questo dà la possibilità di creare progetti che tengano insieme l’aspetto della innovazione e soprattutto della continuità nel tempo.

Le reti d’impresa che nasceranno da questo bando infatti dovranno essere stabili e avere un programma di azione di medio-lungo termine e non inseguire progetti spot che non portano utilità ai centri storici. Come associazione aderiamo convinti al protocollo d’intesa cercando di informare capillarmente le imprese e costruendo insieme a loro un progetto di rilancio del centro condiviso, nella prospettiva di riprodurre questo schema di azione, a breve, anche in tutti gli altri centri storici della regione”. “Auspichiamo che il protocollo d’intesa sottoscritto – ha evidenziato il rappresentante di Legacoop Umbria – favorisca l’avvio di azioni importanti ed innovative che, attraverso aggregazioni di imprese commerciali, artigianali, turistico ‐ ricettive e di servizi, possano contribuire allo sviluppo di aree strategiche sia sotto il profilo economico che sociale, come i centri storici delle città di Perugia e Terni.

Si tratta di perseguire ambiziosi obiettivi che possano determinare un’evoluzione sostanziale delle variabili qualitative legate alle caratteristiche del territorio locale, creando spazi commerciali di servizio a progetti di riqualificazione urbana e di stimolo all’innovazione organizzativa e tecnologico‐strutturale. Legacoop Umbria si impegna in tal senso a privilegiare approcci di rete, collaborando con Regione Umbria, i Comuni di Perugia e Terni, Confcommercio Umbria, Confesercenti Umbria, sostenendo fattivamente le azioni ed i progetti integrati che verranno posti in essere”.

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