PERUGIA, CRISI, RESTA DEBOLE L’ATTIVITA’ ECONOMICA 2013 DELL’UMBRIA

Attività economica 2013
Attività economica 2013

(umbriajournal.com) PERUGIA – Resta debole l’attivita’ economica dell’Umbria nel 2013, risentendo soprattutto del prolungato calo della domanda interna. Proseguita la fase recessiva, con qualche segnale di moderata ripresa registrato a partire dai mesi estivi. Proseguito il deterioramento del mercato del lavoro e la contrazione del credito all’economia si e’ fatta piu’ intensa. E’ quanto emerge dall’aggiornamento congiunturale sull’economia dell’Umbria della Banca d’Italia.

In base all’indagine le imprese che hanno registrato una flessione del fatturato nei primi nove mesi dell’anno prevalgono nettamente su chi ha conseguito un aumento, senza significative differenze tra settori. Nella media del primo semestre dell’anno il numero di occupati si e’ ridotto e le persone in cerca di occupazione sono aumentate di circa 4 mila unita’; il tasso di disoccupazione ha raggiunto il livello piu’ alto degli ultimi venti anni. Intensificata la contrazione dei finanziamenti.

Secondo i risultati del sondaggio svolto dalla Banca d’Italia sulle imprese industriali con sede in Umbria, la quota che ha segnalato una riduzione del fatturato nei primi nove mesi del 2013 prevale di 17 punti percentuali su quella di chi ha indicato un aumento. Le indicazioni provenienti dalle imprese intervistate suggeriscono un’attenuazione del calo dell’attivita’ nel terzo trimestre e un moderato miglioramento del quadro congiunturale nei prossimi mesi, seppure in una situazione di perdurante incertezza.

La difficile fase congiunturale ha continuato a riflettersi sulla redditivita’ delle aziende, seppure con minore intensita’ rispetto al 2012: un terzo delle imprese del campione della Banca d’Italia prevede di chiudere il bilancio 2013 in perdita. Nel primo semestre del 2013 le esportazioni umbre a prezzi correnti sono diminuite del 7,4 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. Il calo complessivo e’ riconducibile soprattutto al settore dei metalli e prodotti in metallo (-32,5 per cento).

Escludendo questo comparto e al netto di fattori stagionali, le esportazioni sono cresciute del 7,3 per cento. Tra gli altri settori, aumenti registrati nell’alimentare e nel tessile-abbigliamento (rispettivamente 23,1 e 8,7 per cento). La contrazione dell’attivita’ nel settore dell’edilizia si e’ accentuata e le prospettive per il 2014 restano improntate al pessimismo. Anche dal mercato immobiliare sono emersi segnali di deterioramento: le compravendite di abitazioni sono diminuite del 14,9 per cento rispetto al corrispondente periodo del 2012.

Per quanto riguarda l’occupazione, nella media del primo semestre il numero di occupati e’ diminuito dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo del 2012. Nella prima parte del 2013 e’ proseguita la contrazione dei finanziamenti bancari alla clientela residente in regione, iniziata nel 2012: nei dodici mesi terminanti a giugno, i prestiti comprensivi delle sofferenze emdelle operazioni pronti contro termine sono diminuiti dell’1,2 per cento. I prestiti alle famiglie consumatrici sono diminuiti dell’1,1 per cento, quelli alle imprese dello 0,9 per cento.

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