Perugia, Consiglio Provinciale in difesa dei prodotti locali e del made in Italy

FesteSagre(umbriajournal.com) PERUGIA – E’ stato approvato all’unanimità dal Consiglio Provinciale di Perugia, l’ordine del giorno presentato da Luca Secondi (Pd) sull’importanza del Made in Italy in particolare agroalimentare. “In un momento di grave crisi – ha spiegato in consiglio Secondi – in cui il nostro Paese è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale, il Made in Italy, e in particolare quello agroalimentare, è universalmente riconosciuto come straordinaria leva competitiva e di sviluppo del Paese. L’agroalimentare rappresenta oltre il 16% del Pil nazionale. L’export agroalimentare raggiunge quasi 28 miliardi di euro e ha segnato, anche durante la crisi, tassi di crescita del 13%. Da tempo Coldiretti è impegnata in un progetto di tutela e valorizzazione del vero “Made in Italy” agroalimentare, alla luce dell’intensificarsi dei rischi di contraffazione e concorrenza sleale verso i prodotti nazionali. La diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all’immagine della produzione agroalimentare nazionale, raggirando i consumatori che non vengono messi in condizione di scegliere in modo consapevole.

Nel corso del 2011 il Governo ha assunto alcuni importanti impegni come: il principio dell’obbligatorietà dell’indicazione in etichetta dei prodotti alimentari del luogo di origine della materia prima agricola inoltre sono al vaglio linee linee programmatiche volte al contrasto a livello europeo e mondiale dell’ Italian sounding in quanto fenomeno ingannevole e scorretto che danneggia la nostra cultura e tradizione e vanifica il sacrificio dei nostri operatori abusando del buon nome del nostro Paese. Purtroppo però poco di concreto è stato fatto e i casi di contraffazione sono in continuo aumento. Con questo documento – conclude Secondi – chiediamo alla Giunta Provinciale la condivisione dell’azione promessa dalla Coldiretti a tutela del vero “Made in Italy” agroalimentare nonché all’assunzione di tutte le altre iniziative che Amministrazione considererà utili e vorrà intraprendere per porre rimedio ai fatti denunciati”. All’esposizione di Secondi ha fatto seguito un ampio e articolato dibattito.

“L’Europa potrebbe e dovrebbe fare di più. Il futuro delle nostre esportazioni passa attraverso maggiori controlli” ha detto Franco Granocchia (Capogruppo Idv). “Siamo in completo accordo con questo documento – ha affermato Bruno Biagiotti (Pdl). Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un aumento del turismo legato all’enogastronomia ovvero i turisti vanno nei luoghi dove si produce il prodotto, proprio per trovare nicchie di qualità”. Il Capogruppo del (Pd) Giampiero Rasimelli ha sottolineato: “Sarà proprio questo Ente, come istituzione intermedia, a doversi occupare in futuro della valorizzazione del territorio. Serve andare verso una offerta che integri cultura e enogastronomia”. “Il marchio Made in Italy – ha detto Franco Asciutti (Pdl) – dovrà in futuro essere usato previa autorizzazione, non può essere usato indistintamente da tutte le aziende che producono in Italia. Sarà necessario costituire un organismo che assegni il marchio ai prodotti che rispettano certi parametri”. L’assessore Roberto Bertini ha concluso affermando l’importanza di creare un marchio concordato che veda il coinvolgimento di soggetti pubblici e privati. “Solo così – ha concluso – si riusciranno a valorizzare le specificità di ogni territorio”.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*