PERUGIA, COMMISSIONE DI CONTROLLO, CONTROLLATA LA BOZZA SUI DISTRIBUTORI AUTOMATICI

Distributori Automatici
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(umbriajournal.com) PERUGIA – La Commissione di Controllo e Garanzia ha analizzato la bozza di relazione conclusiva sul tema: “Concessione del servizio di ristoro mediante distribuzione automatica nelle sedi del Comune di Perugia”. La risoluzione finale, prodotta dai consiglieri Prisco e Mearini, è stata illustrata dal consigliere di FdI. Dopo aver ripercorso le tappe salienti della vicenda, trattata nel corso di numerose sedute, nella relazione si sottolinea per ciò che concerne il primo punto (ossia la legittimità delle procedure adottate nel passato): “È noto che una P.A. è obbligata nell’affidamento dei propri appalti e delle proprie concessioni a svolgere una procedura concorsuale. Mentre il Comune di Perugia, non ha mai indetto finora alcuna gara per tale settore, affidando quindi il relativo servizio indebitamente. Le giustificazioni addotte dall’Amministrazione sul punto sembrano destituite di fondamento ed anzi paleserebbero ancora di più la condotta perpetrata. Peraltro non è dato sapere quanto il Comune di Perugia abbia mai conseguito come canone per l’utilizzo dei propri spazi e delle proprie utenze.

 

Quindi la condotta sopra esposta, oltre ad essere illegittima perché adottata in violazione delle norme comunitarie e interne sulle pubbliche gare, ha determinato anche un presumibile danno erariale”. Quanto al secondo punto oggetto di analisi (ossia la legittimità delle procedure adottate nel recente bando di gara), anche in questo caso nella relazione si ripercorrono i tratti salienti della vicenda: 1) indizione primo bando nel marzo 2013; 2) ritiro dello stesso; 3) indizione secondo bando nel maggio 2013; 4) affidamento provvisorio “sub judice” con riconvocazione della commissione di gara onde valutare l’assenza di una dichiarazione da parte di una ditta ausiliaria dell’Ati vincitrice. Tenuto conto di tutto quanto sopra esposto, queste sono le conclusioni contenute nella relazione. Sul punto 1 (situazione pregressa) 1) Pur prendendo atto del tentativo di regolarizzare la gestione del settore, non si può sottacere le mancanze per il tempo pregresso all’indizione di una procedura ad evidenza pubblica e la tardività con cui la stessa ha provveduto alla cosiddetta “regolarizzazione” La cosiddetta “regolarizzazione” ovviamente non metterebbe al riparo dall’irregolarità del comportamento assunto per il tempo pregresso. Detto comportamento ha probabilmente prodotto un mancato incameramento di risorse in capo all’Ente di una certa consistenza. 2) Si invita quindi il Sindaco e il Direttore Generale ad assumere le dovute iniziative quanto al comportamento pregresso, anche a tutela dell’erario comunale, con riferimento alle eventuali responsabilità ed ai fini dell’attribuzione dei premi di produttività ai dirigenti competenti.

Sul punto 2 (situazione attuale – bando di gara): 1) Si dà atto che il Comune ha pubblicato un primo bando che era caratterizzato da criteri di accesso troppo vincolanti e che avrebbero rischiato di comprimere la partecipazione di più soggetti alla gara e che lo stesso Ente provvedeva tempestivamente ad annullarlo, sostituendolo con uno nuovo, evitando così possibili ed inutili contenziosi. 2) Si dà atto che la gara pubblica consenta all’amministrazione di perseguire gli obiettivi di garantire agli utenti il miglior rapporto qualità – prezzo sui prodotti offerti e di incamerare un contributo economico utile a sostenere le finalità istituzionali dell’Ente. 3) Giova ricordare che hanno partecipato alla procedura comunitaria tre ditte, di cui una esclusa in avvio di gara. Si deve quindi rilevare come alcuni dei criteri di accesso previsti dal nuovo bando possano apparire discrezionali, potendo anche assumere profili che in qualche modo abbiano ristretto il campo della concorrenza. Alla luce dei riferimenti giurisprudenziali prodotti, ancorché non univoci, si auspica che l’Ente possa sempre favorire, in ogni circostanza, la più ampia concorrenza possibile nell’interesse della qualità del servizio offerto al personale dipendente ed utente e, in genere, della trasparenza amministrativa. 4) Pertanto, in ragione di quanto sopra,si invita l’Amministrazione a formulare una attenta valutazione per il futuro, anche al fine di evitare inutili e dispendiosi contenziosi. 5) Si invitano gli Uffici competenti ad informare il Consiglio comunale riguardo agli esiti della gara. Mearini, nel corso del suo intervento, ha espresso apprezzamento per il tentativo di redigere una bozza di relazione condivisa. Ciò ha portato all’introduzione, nel testo, di concetti che, nella relazione originaria, non figuravano.

Tuttavia il capogruppo Pd ha sottolineato che, nella relazione in discussione, permangono alcune lacune. In primis non viene precisata la distinzione tra responsabilità dell’Amministrazione e quelle dei singoli componenti della stessa, ma soprattutto emergono perplessità sul cosiddetto danno erariale, aspetto smentito dai fatti. Per tali ragioni Mearini ha chiesto a Prisco di procedere ad un’ulteriore revisione del testo. Corrado ha parlato di una relazione precisa, coerente e, per tali motivi, condivisibile. Il consigliere del Misto ha chiarito che punto centrale della vicenda è rappresentato dal fatto che un Comune non può concedere in convenzione un servizio, senza ricevere una remunerazione in cambio da parte del soggetto affidatario. Remunerazione che, invece, nel passato non è stata mai introitata nelle casse comunali. Per Bargelli, essendo quella in esame una relazione condivisa, non dovrebbe essere ulteriormente modificata. Nel merito il consigliere del PD ha detto di aver condiviso il contenuto del testo proposto sia per ciò che concerne i passaggi “storici” della vicenda che per le richieste finali. Anche secondo Sbrenna il testo è obiettivo, moderato ed equilibrato nelle conclusioni. Il consigliere di opposizione ha sollevato qualche perplessità sui dubbi avanzati da Mearini, invitandolo a precisare meglio la sua posizione. Il pregio della relazione, per Sbrenna, è di non aver oltrepassato i limiti delle proprie competenze, astenendosi da valutazioni di ordine giudiziario, ma chiedendo solamente a Sindaco e vertici dirigenziali di valutare l’accaduto, traendone le opportune conclusioni.

Neri ha espresso perplessità sull’impostazione generale della relazione finale, nonchè sull’iniziativa dell’opposizione volta alla trasmissione degli atti alla Corte dei Conti. Nel merito il consigliere del PdCI ha chiesto alla Commissione di procedere ad alcuni approfondimenti, necessari per comprendere come e quando la vicenda abbia avuto inizio, con quali modalità operative in tutti gli uffici pubblici (comprese scuole e tribunali). In ogni caso Neri ha valutato come insussistente l’ipotesi di danno erariale, mentre ha espresso il suo favore per l’individuazione delle eventuali responsabilità per errori del passato, con conseguente attribuzione del compito a Sindaco e Direttore Generale di attivarsi. Al termine della seduta la Commissione ha dato mandato ai consiglieri Prisco, Mearini e Neri di procedere alla revisione della relazione, onde produrre un documento finale condiviso.

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