Perugia, calo vendite case

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Real estateFlessione del 21,9% per le compravendite di abitazioni a Perugia nel secondo semestre 2012, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In particolare, sono state 701 le transazioni negli ultimi sei mesi dello scorso anno nel capoluogo umbro; un dato che migliora il segno negativo sul trend delle compravendite nella prima metà dell’anno (-30,8%).
Questi dati, calcolati sulla base delle quote di proprietà (NTN, numero di transazioni normalizzate), sono riportati nello studio pubblicato oggi dall’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle Entrate, in collaborazione con l’Ufficio Provinciale – Territorio di Perugia, e confermano l’andamento negativo registrato a livello nazionale per le abitazioni compravendute nella seconda metà del 2012.
Stessa tendenza per il mercato regionale che, se confrontato con l’anno precedente, ha subito un calo degli scambi del 30,4%, più accentuato nella provincia di Terni (-37,9%). Tale dato registra un peggioramento del trend registrato nel primo semestre 2012 (-21,7%), con il numero di compravendite complessive in sensibile flessione, soprattutto nel capoluogo ternano (-44,9%) e nei Comuni non capoluogo della provincia di Perugia, in calo del 29,1%.
Focus. Nel secondo semestre 2012, le compravendite di unità immobiliari a destinazione abitativa sono state 3.106, di cui il 72,3% ubicate nella provincia di Perugia. Analizzando i dati, per la città il 2012 è stato nel complesso – in termini di NTN – l’anno peggiore della crisi del mercato immobiliare locale dopo l’inizio della fase recessiva nel 2008 (durante il quale le compravendite diminuirono complessivamente del 21,1% rispetto al 2007).
Quotazioni. Sul versante delle quotazioni, nella provincia di Perugia si torna ad osservare ancora una flessione della quotazione media, pari all’1,7%, rispetto al primo semestre 2012 (nel semestre precedente aveva già subito un calo del 2,0% rispetto al secondo semestre 2011), mentre le quotazioni della provincia di Terni si sono riconfermate sostanzialmente stabili (-0,2%), sia nel capoluogo che nel resto della provincia.

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