Negozi aperti per il 25 aprile e il 1° maggio, la Cisl: “si rispetti il contratto”

negozio-abbigliamentoFronte sindacale compatto per il rispetto della giornata di Festa per le lavoratrici ed i lavoratori del commercio.La Cisl e la Fisascat Cisl Umbria, categoria del commercio, scendono ancora una volta in campo per ribadire la ferma contrarietà al sistema deregolamentato delle aperture commerciali derivanti dall’applicazione della normativa sulle Liberalizzazioni che non avrebbe sortito alcun effetto sulla ripresa economica del Bel Paese.

“Dopo oltre due anni di liberalizzazioni degli orari e delle aperture domenicali e festive previste dal decreto “Salva Italia” gli effetti reali e riscontrabili sono completamente negativi. Le liberalizzazioni – sottolinea il segretario generale regionale Fisascat Cisl Umbria Valerio Natili– non hanno portato nessun aumento dell’occupazione, nessun aumento dei consumi ma hanno peggiorato le condizioni di lavoro, impattando sulla vita delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Purtroppo –continua l’analisi del segretario- assistiamo sempre più spesso ad una progressiva deregulation del lavoro dove gli interessi commerciali sembrano prevalere sui diritti dei lavoratori sempre più esposti ad orari di lavoro estenuanti”.

Natili ribadisce l’urgenza e la necessità di ripristinare l’applicazione del Titolo V della Costituzione che assegna alle Regioni ed alla disciplina locale la titolarità piena della legislazione e della regolamentazione del commercio “dal quale far derivare una nuova fase di confronto che garantisca equilibrio e condivisione dei provvedimenti e l’applicazione della contrattazione collettiva in materia”.
A pensare che in una situazione di crisi del nostro paese, di crisi dei consumi – in cui molte famiglie e lavoratori vivono sempre più un forte disagio anche la Cisl, oltre la Fisascat, crede che sia fuorviante quanto inopportuno porre al centro la scelta di mantenere i negozi aperti nelle festività pasquali, il 25 Aprile e il 1 Maggio.

“Anche se – spiega Natili – è inopportuno invitare i lavoratori a scioperare nelle due giornate festive. Sarebbe ora che i partiti di Governo ( che sono gli stessi che hanno approvato 18 mesi fa il Decreto Monti sulle liberalizzazioni) prendano atto del fallimento del provvedimento e si adoperino per approvare le proposte di legge depositate alle camere, in favore delle quali abbiamo raccolto tanto firme. Noi ribadiamo la bontà delle previsioni del contratto collettivo di lavoro e degli accordi aziendali in tali materie, ma è chiaro che quello che serve è un provvedimento di legge e per sollecitare lo stesso non c’è bisogno di chiamare i lavoratori ad azioni di forza che raramente hanno sortito l’effetto auspicato”.

E’ quindi il segretario generale regionale Cisl Umbria Ulderico Sbarra a sottolineare che “la questione delle aperture nei giorni festivi è un tema serio per cui il sindacato si è battuto dal primo momento, richiamando la necessità di governarlo per via contrattuale in ogni territorio”.

Per Sbarra la soluzione per via contrattuale tra le parti, rimane quella più efficiente “perché in questo modo si assumono le responsabilità degli accordi, si ragiona nel merito e si evita divisioni ideologiche. La questione in sé peraltro richiama non solo il tema del lavoro, ma della sua qualità e solidità della memoria: quando si parla di importanti feste religiose o simboliche, come il Primo Maggio e il 25 aprile, si investe la nostra storia ma anche la tradizione, valorizzando la normativa del lavoro, il dettato costituzionale e il valore della famiglia e della comunità”.

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