Umbria Mobilità: i lavoratori della Perugina restano a piedi

Umbria mobilità, finanza e polizia a lavoro, ci sono indagati
Trasporto pubblico

Azione congiunta dei sindacati umbri dei lavoratori del trasporto per l’aggravarsi della situazione dei dipendenti di Umbria Trasporto pubblico locale (Tpl) e Mobilità spa

(umbriajournal.com) PERUGIA – I tagli previsti da Umbria Mobilità, nell’ambito della strategia di riduzione dei chilometri nella nostra regione, rischia di lasciare a piedi decine di lavoratrici e lavoratori della Perugina. Una politica che taglia in maniera lineare ed indiscriminata è inaccettabile, in quanto va a colpire ancora una volta i lavoratori, la parte debole della società, che non ha altro modo per raggiungere il proprio posto di lavoro. La questione è grave, si rischia di ledere in un colpo due diritti costituzionali: al lavoro e alla libertà di circolazione, ambedue principi basilari di uno stato civile e moderno. Senza quel servizio molti lavoratori verranno privati de facto del loro lavoro, salvo chiamare un taxi alle 05:00 del mattino con un aggravio insostenibile di spese.

In un momento di difficoltà economica complessiva, come si può solo immaginare di tagliare togliendo diritti ai cittadini/lavoratori?
La politica dei tagli, sempre dalla parte dei più deboli, è assolutamente inaccettabile. Umbria Mobilità non può fare cassa, togliendo servizi fondamentali ai lavoratori. Per questo, ad Umbria Mobilità chiediamo di rivedere il piano di azione, ripartendo dalle necessità primarie dei cittadini. Si può cominciare ad esempio dai tagli dei costi dei dirigenti, che in questi anni hanno affossato il servizio pubblico di trasporto della nostra regione. Non permetteremo che le lavoratrici e i lavoratori della Perugina restino a piedi, per questo chiediamo all’assessore provinciale Della Vecchia un incontro immediato per evitare che si tagli in maniera lineare ed indiscriminato il diritto al lavoro. I lavoratori, insieme alla Flai Cgil, metteranno in atto tutte le azioni necessarie per garantire il diritto al lavoro.

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