UMBRIA, COMUNITA’ MONTANE, OLTRE 650 LAVORATORI SUL LASTRICO

comunità montane(umbriajournal.com) UMBRIA – Dopo che i Governi, espressione diretta del PDL, a partire da quelli rappresentati dai Governi Berlusconi, hanno completamente tagliato le risorse delle Comunità Montane, lasciando sul lastrico oltre 650 lavoratori in Umbria, ora il PDL dell’Umbria tramite il consigliere regionale Maria Rosi scopre l’esistenza dei lavoratori delle Comunità Montane, con i loro problemi aperti, in gran parte derivanti da quella scelta e con stipendi ancora non erogati.

Nella mattinata di giovedì la suddetta consigliera, che non ci risulta aver mai sollevato questioni e temi a tutela dei lavoratori delle ex Comunità Montane, insieme ad una sparutissima rappresentanza dell’UGL, sindacato sostanzialmente inesistente nel settore, ha addirittura (udite! udite!) occupato l’ufficio dell’Agenzia Regionale della Forestazione.

Evidentemente è sfuggito a coloro, come PDL e UGL che si sono accorti solo oggi dell’esistenza del problema avendo in passato determinato danni rilevanti, che da tempo CGIL, CISL, UIL e FLAI, FAI e UILA stanno portando avanti una battaglia vera in difesa della funzione delicata che i lavoratori delle Comunità Montane svolgono.

I temi che il sindacato porrà lunedì mattina all’Assessore Regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini.

Con fermezza respingiamo il populismo e la demagogia del PDL e UGL, di chi come loro voleva la chiusura delle Comunità Montane e non si è mai interessato della difesa vera del lavoro.

PDL e UGL sono due facce (di bronzo) di una stessa medaglia quella dell’incoerenza e dell’inaffidabilità.

FLAI FAI e UILA insieme a CGIL, CISL e UIL continueranno la oro mobilitazione in difesa dei lavoratori delle Comunità Montane e del ruolo strategico che svolgono.

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