UMBRIA 2014, LAVORO E COESIONE SOCIALE, E’ DRAMMA, CASSA IN DEROGA, MANCANO 5 MILIONI

Lavoro

cassaINTEGRAZIONE cgil lavoratori protestanoLa legge di stabilità è una sommatoria di norme in favore di lobby e non fa né l’interesse del Paese né quello del lavoro. E’ vergognoso che ancora non si sia risolta la questione esodati, così come è drammatica la situazione che si apre nel 2014 rispetto agli strumenti degli ammortizzatori sociali. Mentre si parla tanto di cambiamento e di riforma degli ammortizzatori sociali, il Ministero delle finanze ha dimezzato le risorse, solo in Umbria mancano 5 milioni di euro sulla Cassa in deroga per chiudere il 2013 e per aprire un 2014 che si preannuncia drammatico. Sul versante del lavoro non si intravede nessuna ripresa, non siamo alla fine del tunnel, ma viceversa rischiamo di trovarci nel 2014 sull’orlo del precipizio se non si riparte dalla costruzione di un Piano del Lavoro in Italia e in Umbria.

E i dati sono più che espliciti: rispetto al 2012 le richieste d disoccupazione sono aumentate del 31,2%, nella nostra regione rispetto al 2012 la CIGS sale del 41,13%. Non a caso la nostra regione risulta essere in questo anno la regione con il più alto aumento di aziende che hanno fatto ricorso ai decreti CIGS +93,18% rispetto ad una media nazionale del 18,61%. Le aziende umbre che hanno utilizzato questo strumento passano dalle 44 del 2012 alle 85 del 2013. In questa situazione occorrono risposte certe per affrontare il 2014. Per questo motivo chiediamo un’iniziativa dei Parlamentari umbri finalizzata ad ottenere quelle risorse che servono a chiudere il 2013 e ad aprire con una strumentazione adeguata il 2014; per dare una risposta certa agli oltre 17mila lavoratori umbri interessati alla cassa in deroga. Occorre la consapevolezza della necessità di un cambiamento profondo delle politiche economiche e sociali, di strumenti per il lavoro, l’occupazione e la coesione sociale. In questo contesto, in una transizione che rischia di essere infinita, gli strumenti non possono essere indeboliti, ma al contrario razionalizzati e rafforzati.

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