Sogesi, Filctem Cgil, no a percorsi non condivisi con i lavoratori

 
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Sogesi, Filctem Cgil, no a percorsi non condivisi con i lavoratori

Sogesi, Filctem Cgil, no a percorsi non condivisi con i lavoratori

Continua l’impegno di lavoratori e sindacato per salvare lo stabilimento Sogesi di Cannara (Pg). Nelle ultime settimane sono proseguiti gli incontri di carattere tecnico tra Filctem Cgil, Femca Cisl e azienda che hanno l’obiettivo di preservare l’occupazione (sono 60 i dipendenti di Sogesi impiegati nello stabilimento, circa 300 complessivamente in Umbria).
“Nel corso di questi incontri sono state molteplici le proposte che abbiamo avanzato – spiega Catia Vincenti, segretaria della Filctem Cgil di Perugia – tra cui quella di trasferire a Cannara l’attività di un magazzino di proprietà della stessa famiglia Nardi, che attualmente è ospitato da una struttura in affitto a Bastia Umbra. Questo consentirebbe – prosegue la sindacalista – di mantenere in qualche modo in vita lo stabilimento, in attesa di nuove commesse”.
Ma ieri, nel corso del consiglio comunale aperto che si è tenuto presso il Comune di Cannara, la Filctem Cgil è venuta a conoscenza di altre ipotesi, mai discusse né tantomeno concordate con i lavoratori e le loro rappresentanze.
“Il sindaco Gareggia ha comunicato che da qualche mese con la Regione e l’azienda è allo studio un’ipotesi di riconversione legata al lavaggio di abiti da lavoro – riferisce Vincenti – Ora, noi non possiamo entrare nel merito del progetto, non conoscendolo, ma dobbiamo stigmatizzare con forza il fatto che di questa strada il sindacato e quindi i lavoratori non siano mai stati messi a conoscenza.
Dato che siamo noi a rappresentare il vero cuore di Sogesi, cioè le sue lavoratrici e i suoi lavoratori – conclude Vincenti – è del tutto inaccettabile pensare di costruire qualsiasi percorso senza la nostra partecipazione. Altrimenti, sorge inevitabilmente il dubbio che si voglia gettare fumo negli occhi dei lavoratori, per cercare di calmare le acque, anche perché una riconversione del genere richiederebbe inevitabilmente tempi lunghi”.

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